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Yemen, è emergenza colera. In 3 mesi 400 mila casi e 1900 morti

"Questa è la peggiore epidemia di colera all'interno della più grande crisi umanitaria al mondo". Unicef, Oms, Wfp e Oxfam lanciano un grido di allarme sulle condizioni del Paese mediorientale, già provato da due anni di conflitto e dove 19 milioni di persone hanno bisogno di aiuti. Oxfam, appello all'Italia: "Basta armi all'Arabia Saudita"

26 luglio 2017

ROMA - "Questa è la peggiore epidemia di colera al mondo all'interno della più grande crisi umanitaria al mondo. Solo negli ultimi tre mesi sono stati registrati 400 mila casi sospetti di colera e circa 1.900 morti associati alla malattia".
A parlare così dello Yemen sono Anthony Lake, direttore generale Unicef; David Beasley, direttore esecutivo Wfp, e Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Oms a conclusione della missione congiunta effettuata nel Paese dove servizi vitali per la salute, l'acqua e l'igiene sono paralizzati a causa di oltre due anni di conflitto.
Lo Yemen è sull'orlo della carestia; circa 2 milioni di bambini sono colpiti da malnutrizione acuta che li rende ancora più vulnerabili al colera. Medici, infermieri e volontari stanno lavorando senza sosta per salvare vite.

- Oltre 30 mila operatori sanitari non ricevono lo stipendio da più di 10 mesi, molti lavorano ancora per dovere. Di qui la richiesta dei tre responsabili alle autorità dello Yemen di pagare urgentemente gli operatori sanitari. "È necessario un impegno duraturo - affermano - per fermare la diffusione della malattia. Circa l'80% dei bambini dello Yemen ha immediato bisogno di assistenza umanitaria. Quando abbiamo incontrato i leader dello Yemen, ad Aden e a Sana'a, abbiamo chiesto loro di garantire agli operatori umanitari accesso alle aree colpite dal conflitto e abbiamo sollecitato - più di ogni altra cosa - che venga trovata una soluzione politica pacifica al conflitto".
La crisi dello Yemen richiede una risposta senza precedenti: "Chiediamo adesso alla comunità internazionale di moltiplicare il suo supporto per le persone dello Yemen. Se non faremo nulla adesso, la catastrofe che abbiamo visto espandersi davanti ai nostri occhi non solo continuerà a mietere vite, ma comprometterà il futuro delle prossime generazioni e del Paese per gli anni a venire".

Anche l’Oxfam loancia il suo grido di aiuto. “Il numero di persone che hanno contratto il colera in Yemen è il più alto mai registrato al mondo in un solo anno.  E adesso, con la stagione delle piogge - in corso fino a settembre - i casi potrebbero salire fino a 600 mila, rischiando di aggravare ulteriormente la disastrosa emergenza umanitaria in atto in uno dei paesi più poveri del mondo. Già sfinito da due anni di atroce conflitto e sull’orlo della carestia”.
Quello delle vittime, per Oxfam, è un tragico “record” che supera quello registrato ad Haiti nel 2011, quando il colera colpì, in un anno, 340.311 persone. Per contenere l’epidemia diviene quindi essenziale realizzare il prima possibile una campagna nazionale per contenere il contagio tra la popolazione. Un’azione urgente, che non potrà essere intrapresa finché non si arriverà ad un cessate il fuoco tra le parti in conflitto.

Foto Oxfam
Donna e bambino in Yemen

“Siamo di fronte ad uno dei peggiori picchi epidemici degli ultimi 50 anni - afferma Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –. Oxfam e le altre organizzazioni al lavoro nel paese sono impegnate ora dopo ora in una strenua lotta contro il tempo, con l’obbiettivo di rallentare il numero di contagi. E’ una situazione sconcertante: il colera è una malattia facile da trattare e semplice da prevenire. Ma per poter intervenire è necessario uno sforzo massiccio e coordinato da parte della comunità internazionale, interrompendo le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari nel Paese.  L’obiettivo primario adesso è garantire alla popolazione acqua pulita, e condizioni igieniche dignitose, indispensabili per prevenire un ulteriore allargamento del contagio”.
Per constatare l’arrivo immediato degli aiuti umanitari, Oxfam chiede inoltre l’apertura dei porti e dell’aeroporto di Sana’a.

Gli effetti devastanti della guerra: 19 milioni di abitanti sono allo stremo. In un Paese sull’orlo della carestia, due anni di guerra hanno distrutto l’economia yemenita provocando quasi 5 mila vittime, e costringendo oltre 3 milioni di uomini, donne e bambini ad abbandonare le proprie case. Ad oggi circa 19 milioni di persone - il 70% della popolazione -  hanno infatti bisogno immediato di aiuti umanitari per poter sopravvivere e tra loro 7 milioni stanno rimanendo senza cibo e lottano ogni giorno per avere un pasto decente. Basti pensare che la maggioranza della popolazione sopravvive con una dieta quotidiana composta di solo pane e tè.

Appello all'Italia. “Mentre le organizzazioni umanitarie rischiano di non riuscire a far più fronte all’esplosione dell’epidemia di colera in corso, – continua Pezzati - i principali paesi esportatori di armi, stanno investendo più denaro per la vendita di armi ai Paesi della coalizione a guida saudita coinvolta nel conflitto, che per finanziare l’appello delle Nazioni Unite per la risposta umanitaria nel Paese. Solo l’anno scorso l’Arabia Saudita ha speso quasi 3 miliardi di dollari acquistando armi dai principali esportatori mondiali. Ma ad oggi, molti di questi stessi Paesi hanno stanziato meno della metà di quanto richiesto dalle Nazioni Unite per soccorrere la popolazione, solo 620 milioni di dollari, contro i 2,1 miliardi richiesti. In questo contesto Oxfam - conclude Pezzati - dopo l’incontro con la Presidente della Camera Laura Boldrini, assieme alle principali organizzazioni della società civile italiana impegnate nella crisi, chiede perciò che la Camera dei Deputati approvi prima possibile una mozione parlamentare che metta fine alla vendita all’Arabia Saudita di forniture militari fabbricate nel nostro territorio. Ordigni che contribuiscono ad esacerbare la situazione di guerra e non certo a promuovere prospettive di pace”.

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