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L’informazione tra lacrime e sangue, alla ricerca dell’ultimo clic

Da diverso tempo i quotidiani, soprattutto in rete, sembra offrire in abbondanza notizie che oscillano tra gli orrori di qualche delitto e il gossip sfrenato, con abbondanza di immagini “pruriginose”. Ma agendo in questo il mondo viene semplificato, a frionte di una realtà che invece è complessa. L’Analisi di don Vinicio Albanesi (Comunità di Capodarco)

27 luglio 2017

Da diverso tempo i quotidiani, soprattutto in rete, sembrano aver imboccato la strada di lacrime e sangue. Sono offerte in abbondanza notizie che oscillano tra gli orrori di qualche delitto e il gossip sfrenato, con abbondanza di immagini “pruriginose”.

Non sappiamo quale linea strategica abbia indotto questa tendenza che – in alcune circostanze – sfiora il voyeurismo. Notizie e immagini pescate da tutto il mondo, che non hanno altro motivo di essere pubblicate se non quello di destare curiosità morbosa.
E’ vero pure che dietro le notizie di tal genere, spunta la pubblicità imposta di qualche automobile, profumo, bevanda, ecc... Non c’è nessuna spiegazione razionale di una tale informazione. Le notizie sono vere, ma nessuno spiega perché siano state scelte alcune e dimenticate altre.

La tendenza ha il duplice effetto di far apparire la realtà come un “inferno”, dove si muore con crudeltà, con a fianco “il paese dei balocchi”, dove si è belli, forti, allegri. All’obiezione qualcuno potrebbe rispondere che la realtà è così.
Questa risposta non è vera: la realtà non è fatta di delitti e di resort. E’ complessa, è normale, abbraccia una infinita varietà di situazioni: narrarla è il dovere dell’informazione.

Qualcun altro potrebbe ricordare che “la notizia” è nella eccezionalità di un evento. Il cadavere lasciato nel frigo, la donna uccisa dal compagno con tot coltellate, la dieta mediterranea e la ricetta della nonna sono “alcune” notizie, non sono “le” notizie.
Agendo in questo modo si perdono i contorni della vita. Il mondo viene semplificato: il male è nel sangue, il bene è nella festa. E il resto?

La domanda è se sia possibile una diversa informazione, tenuto conto dei meccanismi della rete. Il sospetto è che tutto provenga dall’ossessione dei clic. Notizia forte uguale a molti clic; molti clic elevano il costo della pubblicità, ecc. ecc…
Se così fosse saremmo ridotti male, ma molto male.

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