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Prendere a pugni la malattia: lo insegnano i "Marzial art therapist" ai bambini

L'associazione Kids Kicking Cancer è nata 10 anni fa negli Stati Uniti e alla fine del 2011 è sbarcata anche in Italia: qui è presente in molti ospedali, dove gli istruttori volontari insegnano ai bambini ad affrontare il cancro, acquisendo le tre “P”: power, peace, purpose

29 luglio 2017

- ROMA - Prendere a pugni la malattia, anche la più spaventosa, con forza, pace e un obiettivo ben preciso: vincere. E' quello che insegnano i volontari dell'associazione Kids Kicking Cancer, nata 10 anni fa negli Stati Uniti e oggi presente anche in molti ospedali italiani. Le armi sono quelle tipiche delle arti marziali: il pugno, prima di tutto, che bambini e adulti imparano a scagliare con efficacia contro il male che li colpisce. In senso figurato ma anche letterale, perché tutto ruota proprio intorno all'insegnamento dell'arte marziale, da parte di istruttori volontari.

Kids Kicking Cancer Italia, nata alla fine nel 2011, opera negli ospedali e, affiancando i medici, entra a far parte della cura dei piccoli pazienti, offrendo alle famiglie e ai bambini uno strumento concreto per la gestione della malattia. A permettere che tutto ciò sia possibile, c'è un bel gruppo di volontari: “Siamo istruttori esperti di arti marziali, che hanno seguito training specifici per poter lavorare con i bambini affetti da patologie oncologiche e croniche – si presentano così, sul sito dell'associazione - Siamo tutti volontari ma, prima di tutto, siamo in maggioranza genitori. La forza che ci anima ruota esclusivamente attorno al benessere del bambino e alla profusione di tutti gli sforzi e le risorse necessarie per aiutarlo a gestire nel migliore dei modi il difficilissimo momento di dolore che si trova ad affrontare. Quando ad ammalarsi è un bambino piuttosto che un adulto, riuscire a garantirgli una vita il più possibile normale, aiutarlo ad accettare la malattia, incoraggiarlo e motivarlo, diventa importante quanto individuare il trattamento migliore cui sottoporlo”.

Scheda bambin gesù

Il traguardo è uno soltanto: alleviare il dolore dei bambini, insegnando loro a reagire alla malattia “fisicamente, spiritualmente ed emotivamente”, precisa l'associazione . Il tutto, attraverso tre parole chiave: “Power, Peace, Purpose, che rappresentano anche il saluto insegnato ai bambini in apertura e chiusura di ogni lezione”. raccontano i volontari. “Power” è la forza che si cerca di sviluppare tramite l'esercizio, indispensabile per affrontare la gestione della paura, del dolore, della malattia. “Peace” è invece il primo risultato, che si raggiunge attraverso il raggiungimento della consapevolezza della propria forza e di una maggiore tranquillità interiore. Infine “Purpose è l’obiettivo finale – spiegano i volontari – e consiste nel far sì che i bambini diventino ambasciatori dell’Associazione nel mondo, insegnando agli altri le tecniche che hanno appreso ed aiutandoli così a sviluppare la propria forza interiore.”

Di questa particolare e ancora poco conosciuta esperienza racconta il numero di luglio della rivista dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù: anche qui infatti l'associazione è presente e operativa. “L’Associazione Kids Kicking Cancer nasce 10 anni fa negli Stati Uniti per opera di Rabbi Elimelech Goldberg, Professore di Pediatria alla Wayne State University School of Medicine – si legge nell'articolo di Annamaria Ardini - Dopo la morte della figlia affetta da leucemia, decise di utilizzare le sue conoscenze sulle arti marziali, (è cintura nera) per aiutare i bambini affetti da malattie oncologiche imparando a dare un pugno alla malattia. I volontari che offrono la loro opera nell’associazione sono esperti in arti marziali e sono spinti da forti motivazioni, seguono periodicamente training specifici per poter lavorare con i piccoli pazienti. Vengono formati per diventare Martial Art Therapist, acquisiscono metodiche che aiutano ad alleviare il dolore, insegnano a reagire alla malattia fisicamente, spiritualmente ed emotivamente. Nel nostro ospedale sono presenti e sono sempre accolti dai piccoli ricoverati con gioia ed euforia”. E così, grazie ai “Marzial art therapist” volontari, i bambini imparano a mettere ko la malattia.  

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