:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Terremoto, la storica macelleria riparte grazie alle donazioni dei ragazzi

Il negozio di Trisungo di Arquata del Tronto riceve 10 mila euro dalla onlus "La Via del Sale" e riparte, pensando agli operai e ai turisti. La storie dei due giovani titolari s'intreccia con quella dei ragazzi dell'associazione, nel segno della solidarietà

29 luglio 2017

Alessandro ed Emanuele Petrucci
Macelleria Trisungo

ARQUATA DEL TRONTO – Due giovani fratelli, Alessandro ed Emanuele, una laurea in Storia ed Economia, la macelleria di famiglia, il padre, Enzo, che muore prematuramente e il futuro che cambia rotta. Le lauree finiscono in un cassetto: c’è l’azienda da rilevare e portare avanti. La scelta, vincente, di puntare sulla qualità e sulla filiera corta che fa dello storico negozio di Trisungo di Arquata del Tronto un punto di riferimento per tutto il territorio. Poi il terremoto a spazzare via tutto: casa e lavoro. Il futuro torna in salita e una sfida ancora più pesante costringe i due ragazzi a ripartire da zero. Di nuovo. Ma l’impegno non manca, il coraggio neppure. Alessandro ed Emanuele non mollano, vogliono ripartire. Hanno bisogno di farlo per la loro attività, per le loro giovani famiglie e per la mamma che è sempre vicina.
La loro storia si incrocia con quella di altri ragazzi, giovani e giovanissimi che ad Amatrice il giorno dopo la prima grande scossa hanno fondato una Onlus, “La Via del Sale” (www.laviadelsaleonlus.it) che in pochi mesi raccoglierà 270 mila euro in donazioni e offrirà un tetto a una novantina di persone, donando casette usate semimobili.

-In primavera, dalla Onlus, una nuova iniziativa sotto il segno della solidarietà: un bando, con 10 mila euro per aiutare un’impresa dei crateri a rimettersi in piedi. E le loro storie si intrecciano. Alessandro ed Emanuele presentano il progetto: non più solo macelleria, il turismo è cambiato: da mordi e fuggi, il movimento che si registra sull’appenino ferito è diventato giornaliero. La gente non può fermarsi a dormire perché non ci sono ancora le strutture, o ha ancora paura a farlo dove possibile. Ma non ha abbandonato i posti del cuore e torna. Sempre più numerosa.
Arriva al mattino, riparte la sera. E cerca un posto per mangiare. Poi ci sono gli operai
, tanti: un esercito di persone al lavoro ogni giorno su una ricostruzione i cui ritardi hanno rischiato di fare più danni del terremoto, ma che finalmente sembra aver cambiato marcia. Anche loro hanno bisogno di un pasto caldo. Alessandro ed Emanuele colgono al volo l’opportunità e sono pronti ad offrirglielo, integrando l’attività di macelleria con quella gastronomica.

Il progetto ottiene il punteggio più alto e vince il bando. Con i 10 mila euro, i fratelli Petrucci acquisteranno un forno ‘Rational’ che permetterà loro di realizzare un punto ristorativo. Adesso la pendenza è un po’ meno pesante: si può ripartire con più slancio. Dal progetto dei due ragazzi, tutto l’impegno per rilanciare la macelleria, che verrà delocalizzata in un terreno di proprietà, sulla Salaria, e un’analisi della trasformazione che sta interessando Arquata ma anche tutto il resto dei centri dei crateri.

“Dopo il terremoto – racconta Alessandro - il nostro lavoro, come molti altri, ha subito un’improvvisa trasformazione: la popolazione residente è stata decimata (ad Arquata solo la metà della gente tornerà nelle Sae) e la villeggiatura non esisterà quasi più per molto tempo, vista la mancanza delle abitazioni, o comunque avrà caratteristiche diverse. Per sopravvivere ai cambiamenti bisogna adattarsi e abbiamo pensato che un modo per ovviare al calo inevitabile delle vendite fosse quello di diversificare la nostra offerta e rendere disponibile ai clienti anche carni già cotte. Stiamo vedendo che i turisti tornano nei nostri paesi, ma non lo fanno più per lunghi periodi: ora vengono la mattina e ripartono la sera e soprattutto non hanno più nelle nostre terre le cucine dove poter cuocere le carni che vendiamo. Inoltre il terremoto sta portando qui moltissimi operai che vanno alla ricerca di piatti già pronti. Insomma: ci sarà un boom dei pasti fuori casa e le attività che potranno sopravvivere in questo nuovo scenario sono soprattutto quelle ristorative. Per questo abbiamo deciso di affiancare alla tradizionale macelleria anche un servizio ristorativo che permetta ai clienti di avere un punto dove poter degustare le nostre carni di montagna, apprezzare i nostri cibi sani anche non potendoli cucinare. E noi in questo modo potremo ovviare ai cali delle vendite continuando a lavorare le carni nostrane”.

Al bando avevano partecipato altre 7 aziende di diverse tipologie: 2 bar, una falegnameria, un negozio di abbigliamento, un apicoltore, un bed & breakfast e un caffè letterario. “Siamo contenti e onorati di questa partecipazione – hanno commentato i ragazzi della Onlus sui social -. I progetti erano molto interessanti e avremmo voluto finanziarli tutti”.

“Non ci aspettavamo di vincere il bando – commenta Alessandro Petrucci –. Questo contributo ci sarà di grandissimo aiuto. Prima del terremoto avevamo un buon parco clienti. Venivano da Roma a comprare la nostra carne e anche molti ristoratori di Castelluccio si rifornivano da noi. Siamo molto arrabbiati per i ritardi nella ricostruzione che ci hanno fatto perdere una stagione, che per noi significa un anno di lavoro, ma siamo pronti a ripartire”. Voglia ed energia non mancano di sicuro. (Teresa Valiani)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa