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Agosto in città, l'appello: “servono nuovi volontari alla mensa”

A Bologna, i servizi di mensa dell'Antoniano per oltre 120 ospiti, il centro di accoglienza per le 30 persone seguite e la mensa serale del lunedì per 33 nuclei familiari dell’Antoniano non chiudono per tutto il mese di agosto. E hanno bisogno di un aiuto in più

07 agosto 2017

BOLOGNA – I servizi dell’Antoniano non vanno in ferie. Per tutto il mese di agosto, il servizio di colazione, la mensa diurna per oltre 120 ospiti, la mensa serale del lunedì per 33 famiglie seguite e il centro di accoglienza San Ruffillo con 30 persone accolte non chiudono (il centro di ascolto farà pausa solo nella settimana centrale del mese) per “rispondere alla necessità di un riparo dal caldo e di alimentazione adeguata per chi vive in strada ma anche all’altrettanto fondamentale bisogno di relazione”. E servono nuovi volontari, “perché oltre alla difficoltà di reperire gratuitamente o a prezzi calmierati le materie prime per cucinare i pasti, la maggiore difficoltà nel garantire l’apertura è rappresentata dalla naturale diminuzione delle persone che hanno la possibilità di dedicare qualche ora al servizio in mensa”. Chi fosse interessato all’attività di volontariato può contattare l’Antoniano alla pagina Facebook Antoniano onlus, scrivere a centroascolto@antoniano.it o telefonare allo 051.3940226.  

Nell’appello, che è stato lanciato anche sulle tv locali (Rai, Nettuno Tv e Trc) è contenuto anche il messaggio del direttore dell’Antoniano, frate Giampaolo Cavalli, legato al dibattito sullo ius soli che riguarda da vicino il lavoro di Antoniano. “Questi sono i giorni in cui qui all’Antoniano proviamo a tracciare un bilancio dei mesi appena passati – scrive Cavalli – Non è certo un bilancio in numeri e conti: l’Antoniano non chiude e non va in ferie, anche in estate l’ascolto e l’accoglienza sono la nostra vita quotidiana. È piuttosto la rassegna di un percorso che è segnato da tanti incontri e da una parola su tutte: grazie. Grazie a chi pensa che l’Italia possa essere un bel posto per far crescere i propri figli e dove mettere radici, a chi pensa che essere italiani possa essere un bel modo per immaginare il proprio futuro, a chi venendo da un posto dove si mangia solo riso si innamora della pizza e della pasta, a chi entrando in un museo che racconta la nostra storia scopre che questa storia può essere anche la propria, grazie a chi impara la lingua di Dante e arriva a esprimersi con le mille cadenze diverse delle nostre città e dei nostri paesi”. E conclude: “E grazie a chi non si arrende ai pregiudizi, ai proclami, ai rifiuti e progetta il futuro proprio e dei propri figli insieme a chi mangia in un modo diverso, a chi prega un altro Dio, a chi indossa un velo o una tunica. C’è bisogno di tutti questi cittadini, insieme, per rendere il Bel Paese un Paese davvero bello”. (lp)

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