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Narrare la disabilità, per superare le credenze: ci si prova in Kenya

Un'indagine dell'istituto di Ricerca Medica del Kenya si propone scoprire come le superstizioni influenzino la comprensione (e l'accoglienza) della disabilità tra le popolazioni africane. “La credenza porta allo stigma e allo stregone, la conoscenza scientifica porta al centro medico”

23 agosto 2017

ROMA - Incontrare, spiegare e “narrare” la disabilità per superare miti, credenze e relativo stigma: è quello che suggerisce un'indagine svolta dall'Istituto di Ricerca Medica del Kenya (KEMRI), proponendosi di scoprire come le superstizioni influenzino la comprensione (e l'accoglienza) della disabilità tra le popolazioni africane.

- Molte persone, soprattutto nelle zone rurali, credono infatti che la disabilità sia causata da forze soprannaturali, come maledizione e "punizione": di qui lo stigma, l'abbandono di cui queste persone, particolarmente vulnerabili, diventano vittima, subendo perfino, nel 90% dei casi, violenze sessuali, secondo quanto riferito dai ricercatori. Molti bambini con disabilità sono tenuti in casa, "spesso bloccati", per la loro sicurezza. Ma più le comunità entrano in contatto con la disabilità, più cresce la consapevolezza e la comprensione: è questa la tesi che sostengono i ricercatori, facendo riferimento al progetto “Preparazione delle comunità: l'utilizzo di narrazioni personali per influenzare le attitudini verso la disabilità a Kilifi, in Kenia (Pre-Call)", promosso per incrementare la consapevolezza della disabilità nelle piccole comunità in una zona rurale del Paese, incoraggiando un processo di riflessione e di istruzione. 

Le discussioni hanno coinvolto 21 gruppi di comunità in cinque circoscrizioni della Contea di Kilifi, per un totale di 263 partecipanti di diverse confessioni: cristiana (70%), tradizionale (20%) e islamica (10%). Secondo il ricercatore Karen Bunning, "le informazioni sulle cause mediche della disabilità infantile non sono disponibili in tutte le comunità dei paesi a basso reddito e la comprensione è generalmente scarsa. In Namibia, ad esempio, l'albinismo è spiegato dalla madre che ha rapporti sessuali con un uomo bianco o un fantasma. E in Guinea-Bissau, l'epilessia è ampiamente attribuita a spiriti maligni, talvolta come punizione per ingiustizie. Le diverse spiegazioni rappresentano un vero e proprio mix di credenze tradizionali, religiose e biomediche”.

E così come una spiegazione in base alle credenze conduce spesso dallo stregone, così una spiegazione scientifica può portare ad un centro medico. Spiega ancora Bunning: “Queste credenze culturali influenzano il modo in cui le persone con disabilità si percepiscono e vengono percepite. Èer questo, le persone con disabilità in Africa hanno scarso accesso alle prestazioni sanitarie, alla frequenza scolastica, al lavoro. Le conseguenze più estreme riguardano l'abuso e la violenza sessuale, subita dal 90% della popolazione con difficoltà di apprendimento. E lo stigma associato alle persone con disabilità è così grande che si estende anche a chiunque cerca di aiutarle. Ma abbiamo scoperto che più le persone entrano in contatto con la disabilità, più la loro comprensione migliora. Incontri reali con persone che hanno disabilità possono essere un passo veramente positivo".

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Tag: Africa

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