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A muro contro la povertà (con il volley italiano). Per i bambini di Nairobi

La pallavolo e la cooperazione internazionale si incontrano a Trento grazie al videomaker keniano Steve Kagia. “Un progetto fantastico, i ragazzi di Nairobi devono essere come quelli italiani”. Incontrati gli azzurri Giannelli e Lanza. Progetto messo in campo da Amref Health Africa

08 agosto 2017

Steve Kagia, videomaker e operatore di Amref nel sobborgo di Dagoretti in Kenya
Steve Amref

TRENTO – Da una baraccopoli di Nairobi (Kenya) a Trento, tempio della pallavolo italiana, per raccontare la sua storia ai ragazzi che partecipano al Big Camp organizzato da Trentino Volley (fino al 12 agosto). È quella di Steve Kagia, videomaker e operatore di Amref nel sobborgo di Dagoretti in Kenya, dove si occupa del recupero e del reinserimento sociale dei bambini e dei ragazzi che vivono nelle strade. Il campo estivo dedicato alla pallavolo unisce lo sport alla solidarietà: si chiama “ Facciamo muro contro la povertà” il progetto messo in campo da Amref Health Africa, ong sanitaria che si occupa di portare servizi, cure e supporto alle popolazioni africane, insieme a Trentino Volley, una delle squadre di pallavolo più titolate d’Italia e d’Europa, in occasione del Big Camp che tutti gli anni la società realizza durante l’estate. Insieme al collega Morrish, Steve seguirà gli allenamenti dei giovani che partecipano al Big Camp e produrrà del materiale video da portare ai bambini e ai ragazzi di strada di Dagoretti, in modo che la pallavolo, insieme alle iniziative di Amref, possa rappresentare un’occasione per una vita nuova e migliore per chi finora ha vissuto i suoi primi anni in uno slum della capitale kenyana. Un impegno umanitario che ha coinvolto anche Simone Giannelli e Filippo Lanza, giocatori del Trentino Volley e della Nazionale italiana: i due campioni hanno infatti aderito in prima persona al progetto della loro squadra, incontrando Steve e Morrish e indossando la maglia di “Facciamo muro”.

Simone Giannelli e Filippo Lanza, giocatori del Trentino Volley e della Nazionale italiana
Simone Giannelli e Filippo Lanza, giocatori del Trentino Volley e della Nazionale italiana

I ragazzi di Dagoretti amano il volley e devono avere la possibilità di giocare – aveva dichiarato Steve poco prima della sua partenza per il Trentino – perché devono poter essere esattamente come i ragazzi che incontrerò al Big Camp in Italia”. -Particolarmente drammatica è la situazione del sobborgo di Nairobi di cui Steve è originario, tra abitazioni costruite con la lamiera, strade non pavimentate e discariche a cielo aperto. Ma il pericolo maggiore è un altro. Mentre in Italia le emozioni di un ragazzo tra i 10 e i 15 anni possono facilmente gravitare intorno a un pallone da volley, alla rete e alla passione per lo sport, a Dagoretti non è raro che alla stessa età un ragazzo sia già precipitato nel vortice delle droghe o in quello della criminalità, sia costretto a vivere in strada perché senza una casa, oppure abbia subito violenze e abusi di ogni tipo. 

-È proprio qui che interviene il centro Amref di Dagoretti, dove lavorano Steve e Morrish: dare ai bambini e ai ragazzi che hanno sperimentato esperienze drammatiche l’occasione per stare lontani dalla strada, dalle sostanze stupefacenti e dalla criminalità e metterli a contatto con esperienze che possano permettergli di riprendere in mano la propria vita e ripartire, senza autodistruggersi. Due sono gli strumenti che legano Amref e Trentino Volley: il videomaking, mestiere di Steve e Morrish, e la pallavolo, una delle cui capitali mondiali è Trento. “Ai ragazzi insegno a usare la videocamera – spiega Steve – nel farlo, anche presentando la mia esperienza personale, parlo con loro dei rischi che corrono nel fare uso di droga. Dedicarsi ai video è un ottimo modo per abbattere lo stress e dare un senso ai propri giorni”. E conclude: “Così come è utile praticare sport, lasciando emergere tutto il talento di cui si è dotati. Per questo la scelta di far impegnare i ragazzi nel gioco della pallavolo, grazie al progetto Facciamo muro, è un'idea fantastica”. (Simone Lippi Bruni)

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