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Sollicciano, appello al sindaco di Firenze: “40 gradi in cella, visiti il carcere”

L’invito arriva da Luca Maggiora, responsabile dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Firenze, e Massimo Lensi, associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”

07 agosto 2017

- FIRENZE – Un appello al sindaco di Firenze Dario Nardella “affinché visiti al più presto l’istituto di Sollicciano proprio per evitare il rischio che il carcere non sia compreso né come concetto né come luogo della città”. L’invito arriva da Luca Maggiora, responsabile dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Firenze, e Massimo Lensi, associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”, in concomitanza del caldo torrido dentro al carcere fiorentino, dove le temperature in cella superano spesso i 40 gradi.

“Il caldo torrido non accenna a diminuire a Firenze – è scritto nell’appello - L'altro giorno il museo degli Uffizi ha chiuso al pubblico per la rottura dell'impianto di aria condizionata e da oggi i cantieri della tramvia sospenderanno i lavori ?dalle 12 alle 17. E a Sollicciano, in carcere? Niente o poco più. Detenuti, agenti, operatori e volontari sono sotto scacco, dentro il forno dell’esecuzione penale”.

Secondo Maggiora e Lensi, “il carcere è trattato come se non facesse parte del tessuto cittadino, un buco da cui il territorio urbano e metropolitano paiono volersi dissociare. Quando qualcosa non funziona in un plesso scolastico o in un ospedale si muovono le istituzioni, i sindacati e la società civile. Il carcere, invece, è un non-luogo, esiste ma allo stesso tempo non esiste e le condizioni di vita delle persone recluse raramente sono argomento di lotta politica; al più diventano materiale per convegni e dibattiti”.

 

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