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Roma, piazzale Maslax per accogliere i migranti: appello inascoltato

Le associazioni chiedono l'utilizzo dell'area abbandonata nei pressi della stazione Tiburtina per garantire assistenza ai migranti che arrivano nella capitale. Ieri il presidio promosso da Baobab Experience, che ha raccolto 17.539 firme. Nessuna delegazione è stata ricevuta in Campidoglio

08 agosto 2017

Il presidio del 7 agosto 2017 . Foto: Baobab experience
Baobab presidio  7ago 2017

- ROMA - Un lungo striscione verticale con stampati i nomi di tutte le oltre 17 mila persone che hanno firmato la petizione per chiedere a Fs e Comune di Roma di concedere piazzale Maslax, un'area abbandonata nei pressi della stazione Tiburtina, per creare un luogo adatto all'accoglienza. E' stato srotolato ieri pomeriggio nel corso del presidio organizzato ieri in piazza del Campidoglio dall'associazione Baobab experience, che si occupa di assistere i migranti in arrivo nella Capitale. Le firme raccolte sono state 17.539, cifra corrispondente al numero delle persone morte negli ultimi due anni, da gennaio al momento in cui è partita la petizione su Change.org, durante la traversata del Mediterraneo su un gommone.

"Queste firme - ha spiegato Andrea Costa, uno dei rappresentanti di Baobab experience- servono a chiedere a Ferrovie, che è proprietaria dell'area, un piazzale abbandonato dove oggi forniamo pasti e acqua a queste persone, la concessione per allestire un campo che possa dare un minimo di accoglienza alle migliaia di migranti che arrivano qui fuggendo da guerre, carestie e fame dopo un viaggio pieno di lutti e difficoltà". "Queste persone - spiega Costa- non vengono qui per delinquere o a rubarci il lavoro. Oggi in 180 dormono per strada e hanno solo il presidio di Baobab experience a dargli una mano. Non c’è una vera emergenza. I numeri non sono così alti nonostante dicano il contrario certi media e alcuni politici. Ma la situazione dell'accoglienza non è sufficiente. Nonostante qualche sforzo da parte dell'amministrazione si può dire non c’è accoglienza a Roma per tutti, soprattutto per i transitanti". "Infine - ha detto ancora il volontario- non capiamo perché' sia slittata ancora l'apertura della Ferrhotel, una struttura permanente in zona Tiburtina. Ora questo spazio è vuoto dopo essere stato occupato dalle persone colpite dal sisma". 

Foto: Baobab experience
Baobab presidio 7 ago 2017 cartello


Da piazza del Campidoglio i rappresentanti del Baobab hanno chiesto al sindaco Virginia Raggi di essere accolti, per chiedere nuovamente un aiuto e per presentare le firme. Nonostante, infatti, l'area sia di proprieta' di Ferrovie le stesse Fs, che si sono dichiarate favorevoli alla concessione di piazzale Maslax, hanno anche fatto sapere che vorrebbero concertare con il Comune e la Prefettura la stessa concessione. Nessuna delegazione e' stata ricevuta in Campidoglio. "Chiediamo a Raggi - ha concluso Costa- che ci aiuti a trovare un tetto per queste persone". 

La distribuzione dei pasti nel piazzale. Foto: Matteo Nardone per Baobab experience
Baobab presidio - Fila cibo

"Piazzale Maslax è un’oasi perché, nel deserto della prima accoglienza a Roma, lì si incontrano e si conoscono i residenti e i migranti, perché lì si dà aiuto reciproco, sia materiale che psicologico – scrivono nella lettera inviata alle istituzioni  -. Ma è anche un’oasi sgomberata già 5 volte, un’oasi senza acqua potabile, senza servizi igienici, senza tende per ripararsi, senza spazi per fare attività". Nella totalità dei casi i migranti che transitano nell'area sono già stati sottoposti alle procedure di identificazione al momento dello sbarco, ricordano le associazioni. Le ragioni per cui si trovano in strada sono principalmente la difficoltà di accedere alla procedura di relocation per gli eritrei e la volontà di raggiungere altri paesi europei (in particolare la Francia) per i sudanesi. 

Ad aiutare i migranti opera una rete di associazioni tra cui Medu, A buon diritto, Cir. Baobab Experience, attraverso una pagina fb, coordina la staffetta di solidarietà che coinvolge cittadini, parrocchie e associazioni di volontariato. Grazie a questa vengono assicurati, ad esempio, i pasti al presidio.

La necessità di un intervento urgente è stata rilanciata pochi giorni fa anche da Alberto Barbieri, coordinatore generale di Medu, nel corso dell’incontro con Laura Baldassare, assessore al sociale di Roma Capitale. Incontro accordato dopo la pubblicazione dell'appello da parte dei volontari di Medu e Baobab Experience in merito alle difficili condizioni di vita dei migranti.  Il Medu  è presente tre volte a settimana con la propria clinica mobile nei pressi della stazione Tiburtina. (RS-DIRE)

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