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Salute mentale, se l'ascolto arriva dagli "esperti per esperienza"

L'esperienza dell’associazione "Sentiero Facile" di Reggio Emilia: facilitatori incontrano gli utenti del Servizio di salute mentale per aiutarli a ritrovare serenità e non farli sentire soli, condividendo il proprio vissuto. Spada: tante le persone in cura, depressione in crescita fra i giovani

09 agosto 2017

- REGGIO EMILIA - Incontrarsi di persona o per una chiacchierata al telefono, parlare dei propri disagi sociali e psicologici, condividere le esperienze, cominciare un percorso verso una maggiore serenità interiore: sono questi gli obiettivi del progetto “Un’ora per me”, messo in campo dall’associazione Sentiero Facile di Reggio Emilia, nata nel 2016 in seno a un gruppo di utenti del Servizio di salute mentale con lo scopo di promuovere il supporto fra pari, l’accoglienza e la lotta allo stigma sociale.

Dall’1 agosto è attivo uno sportello di ascolto, supporto e condivisione rivolto a tutti coloro che ne sentano il bisogno, ma sono le persone che hanno perduto la serenità psichica e sociale e che vogliono intraprendere un cammino per allontanarsi dall’emarginazione e dalla solitudine i principali destinatari dell’iniziativa. “C’è tanto bisogno di ascolto perché sono tante le persone in cura – afferma Pietro Spada, vicepresidente di Sentiero Facile e operatore di Un’ora per me – purtroppo è un settore che non va in crisi, le forme di disagio come la depressione sono in crescita soprattutto fra i giovani”. È per rispondere a questa necessità che l’associazione ha avviato il progetto. Due le modalità di incontro e condivisione, l’incontro diretto e lo sportello telefonico con i volontari di Sentiero Facile. “Un’ora per me è appena cominciato e deve ancora essere divulgato in maniera più estesa – continua il vicepresidente – ma lavorando in questo settore so che ci saranno molte persone che si rivolgeranno a noi anche solo per parlare. Sono ottimista”.

Ma chi sono gli operatori di "Un’ora per me"? Sono circa 10 persone che sanno bene cosa significhi avere bisogno di un supporto psichico e sociale, perché anche loro sono o sono stati in cura per depressioni o altri tipi di disagio: esperti per esperienza, così sono stati chiamati i volontari che mettono a disposizione il loro vissuto per aiutare chi sta attraversando lo stesso percorso. Facilitatori a tutti gli effetti, perché il loro ruolo è rendere più facile a chi ne ha bisogno il sentiero verso una guarigione che può essere difficile da raggiungere da soli o soltanto con la terapia del Servizio di salute mentale di Reggio Emilia. “Certo, sicuramente una certa predisposizione personale al volontariato ci vuole – sostiene Spada – io poi ho ricevuto aiuto durante la mia terapia e ho deciso di fare lo stesso per gli altri”. 

Il lavoro degli esperti per esperienza non si ferma solo all’aiutare la singola persona, ma gli incontri sono aperti anche ai familiari, agli amici e a chiunque sia vicino a chi sta vivendo un periodo difficile dal punto di vista sociale e psichico: per evitare il baratro della solitudine e dell’autoesclusione dalla società, riannodare i legami con i propri cari è un primo passo per raggiungere di nuovo quel benessere e quella serenità che gli utenti di Sentiero Facile rischiano di vedere come irraggiungibili e perse per sempre. Allo stesso tempo, non c’è solo ascolto: la condivisione delle esperienze degli operatori è un modo per dimostrare che è possibile uscire dal tunnel. È proprio questa l’esperienza che gli esperti portano con sé per chi ne ha bisogno: aver intrapreso un percorso che ha portato anche loro alla guarigione e a una ritrovata serenità. (Simone Lippi Bruni)

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