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Dai balocchi agli incendi: un'estate tra vacanze e angoscia

Rimarrà, nonostante le ferie, il ricordo di un agosto torrido, niente affatto piacevole, quasi a volerci dire che nulla in natura è automatico. Forse un pensiero andrebbe fatto per capire – nessuno l’ha mai spiegato bene – perché questi sbalzi di temperatura siano così violenti e ingestibili. La riflessione di don Vinicio Albanesi

10 agosto 2017

All’inizio dell’estate le nostre zone apparivano come il paese dei balocchi. L’estate iniziata anticipatamente nel mese di Giugno ha fatto esplodere moltissime occasioni di svago, di riposo e di divertimento. Sole splendido, turisti “vieni e fuggi”, spiagge affollate, sagre per tutti i gusti, rievocazioni storiche, concerti, apericene, gare antiche e moderne sembravano aver fatto dimenticare problemi e angosce della incerta passata primavera. Impressionante la fantasia delle sagre: per tutti i gusti e tutti i giorni. Nonostante il caldo il consumo di carne (bovina e suina) è stato "strabocchevole", alla faccia delle cure dimagranti della prova costume prima dell’estate.

La fine di luglio e gli inizi di agosto si sono presi la briga di interrompere sonni tranquilli. I roghi, gli incidenti, i furti, le bolle d’acqua hanno fatto da contrappeso a una giusta vacanza attesa e meritata. Il gran caldo di un paio di settimane di agosto  ha dimostrato che non tutti gli elementi della natura sono gestibili, ponendo gravi problemi. L’angoscia maggiore è scoprire che, pur nelle avversità, esistono sciacalli in azione: c’è chi incendia di proposito i boschi; chi approfitta del clima vacanziero per depredare le case e i negozi meno presidiati; chi, sbadato o colpevole, procura gravi danni  in incidenti stradali che potevano essere evitati. Forse il segnale più grave sono le polmoniti che hanno colpito i nostri anziani. Con il gran caldo sono state messe a repentaglio vite fragili, con avversità di difficile gestione.

I meno che hanno risentito delle mutate condizioni sono i nostri ragazzi. Non hanno paura del caldo; rimarrebbero in mare tutto il giorno, incoscienti del rischio di un’insolazione. Ma loro sono forti e, nella loro mente, hanno ben presente che le vacanze sono sacrosante. Non sappiamo quanto durerà l’estate. Rimarrà, nonostante le ferie, il ricordo di un agosto torrido, niente affatto piacevole, quasi a volerci dire che nulla in natura è automatico. Forse un pensiero andrebbe fatto per capire – nessuno l’ha mai spiegato bene – perché questi sbalzi di temperatura siano così violenti e ingestibili. Qualcuno accenna timidamente a dire che la mano umana ha qualche responsabilità nel cambiamento del clima.

La maggior parte delle notizie si limita a ricordarci che già nel 2003, nel 2000 si sono avuti climi simili: così andiamo avanti limitando paure.  Se tornerà un estate torrida diremo che anche nel 2017 il mese di agosto fu molto caldo. Nessuno si allarmerà in attesa di aggiungere un’altra data, per aggiornare la statistica, senza dimenticare di chiedere lo stato di calamità. 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: cambiamenti climatici, Ambiente

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