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Ieri bisca dei boss, oggi agenzia lavoro per disabili intellettivi

Seconda puntata dell'inchiesta "Semi di convivenza" sui beni confiscati. In un locale di 180 metri quadri ad Ostia appartenuti ad un membro della Banda della Magliana, l’Anffas ha realizzato l'agenzia. “Abbiamo portato promozione sociale in un contesto dove mancava tutto”

11 agosto 2017

L’inaugurazione dell’Agenzia lavoro dell’Anffas di Ostia
Boss disabilità - SUPERABILE 11

ROMA - Che sul litorale romano ci siano le mani della criminalità organizzata non è più un segreto, ma non tutti sanno che la legalità sta guadagnando terreno anche grazie al lavoro della associazioni. Se ne parla nell’inchiesta "Semi di convivenza nelle terre del boss", pubblicata sul numero di luglio del Magazine SuperAbile, che raccontiamo in quattro puntate.

_Siamo a San Giorgio di Acilia, a pochi passi da Ostia. Al civico 160/162 di via Maccari c’era una sala giochi. Locali confiscati dopo l’omicidio, proprio lì davanti all’ingresso, di Emidio Salomone, ultimo boss della Banda della Magliana. Se oggi, in quei 180 metri quadri, c’è un punto di riferimento per le persone disabili e le loro famiglie in un territorio dove scarseggiavano i servizi, il merito è dei volontari della sede di Ostia dell’Anffas, l’Associazione nazionale delle famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. Sul litorale l’Anffas era presente sin dagli anni Ottanta, quando il sindaco Luigi Petroselli aveva chiesto a Ilde Plateroti (che oggi è la presidente dell’associazione) di avviare i soggiorni estivi per persone con disabilità, un’esperienza che rappresentò il primo caso di apertura del Comune di Roma alla società civile a Ostia. Dopo lunghi anni di attività, nel 2011 arriva la possibilità di prendere in gestione, a qualche chilometro di distanza, un bene confiscato.

“Una volta consegnato il bene e alzate le serrande abbiamo trovato un locale in cui non c’era un solo centimetro idoneo per iniziare qualsiasi attività - riassume Stefano Galloni,direttore generale di Anffas Ostia Onlus -. Muri imbrattati e in cattivo stato, servizi igienici divelti, slot machine scassate e abbandonate in giro: uno stato di devastazione totale. Allora abbiamo fatto ricorso alla nostra cocciutaggine”. Utilizzato inizialmente come magazzino dopo avergli dato una prima sistemata con risorse proprie, Anffas vede in una delibera regionale la possibilità di ottenere dei fondi per ristrutturare e riqualificare il bene. Lavori che (ogni tanto succede) terminano perfino prima di quanto previsto dalla tabella di marcia consegnata alla Regione Lazio. Difficoltà e problemi comunque non finiscono, compresa un’istanza di revoca dell’affidamento chiesta proprio dal Comune di Roma nel 2014 con l’accusa, poi rivelatasi infondata, di aver lasciato gli spazi in stato di abbandono. Alla fine, la caparbietà e la tenacia dei volontari hanno fatto la differenza e oggi, nell’ex bisca di via Maccari, c’è la prima Agenzia lavoro specializzata nell’inserimento professionale di persone con disabilità intellettiva del Lazio. “Facciamo formazione e abbiamo anche la sede dei nostri servizi sociali in accreditamento con Roma Capitale - prosegue Galloni -, ovvero l’assistenza domiciliare e il servizio di accoglienza e informazione. Siamo aperti cinque giorni a settimana, quasi tutto l’anno”.

Con il bene confiscato alle mafie, quindi, è stata restituita alla comunità anche la possibilità di avere servizi che prima non c’erano. “Attraverso lo sportello portiamo informazioni sui servizi offerti nel Municipio X - racconta Galloni -. Qui non c’era nulla. Anche l’Agenzia lavoro ha molti accessi, mentre nei locali facciamo formazione sia per i ragazzi che per gli operatori: abbiamo realizzato, per fare un esempio, un corso per barman e bartender e stiamo facendo i corsi di formazione contro bullismo e cyberbullismo. Fino a oggi abbiamo formato più di cento persone. In questo modo abbiamo portato promozione sociale in un contesto dove mancava tutto”. Iniziative che sono arrivate anche fuori confine, tanto che una delegazione della Artic University di Tromsø (Norvegia) nei mesi scorsi ha incontrato i volontari per confrontarsi proprio sull’inserimento lavorativo. “Hanno apprezzato il nostro progetto - spiegano dall’associazione -, studiato il protocollo che abbiamo siglato con il Comune di Fiumicino e visitato la struttura di via Maccari”.

L’inserimento lavorativo per i volontari di Ostia rappresenta una priorità anche per il futuro. Nella sede di Acilia, infatti, potrebbero esserci presto importanti novità. “L’idea è di far diventare la struttura un grande centro collegato all’Agenzia lavoro. Un produttore di caffè nazionale, che fa solidarietà da anni nel nostro network, vorrebbe assumere i nostri ragazzi e proporre a livello nazionale i prodotti inscatolati e gestiti proprio da loro. L’obiettivo è trasformare la sede di via Maccari, lasciando aperto lo sportello informativo per tutte le persone del luogo. Vogliamo far diventare la struttura una macchina da guerra per l’inserimento lavorativo dei più grandi”.

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