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Disabilità, da Bagheria a Casal di Principe: il "riscatto" dei beni confiscati

Un centro diurno socio-ricreativo per ragazzi con disabilità psicofisica e un centro di riabilitazione e terapia per adulti con disturbi mentali, "esempio bellissimo di rivitalizzazione del territorio". Ultima puntata dell'inchesta "Semi di convivenza"

14 agosto 2017

Gruppo di giovani del centro diurno socioricreativo di Bagheria (Palermo)
Boss disabilità - SUPERABILE 6

ROMA - Cantano, ballano, dipingono e imparano a usare il computer. Ci sono tanto entusiasmo e tante idee per il futuro in questo angolo di Sicilia: siamo a Bagheria, comune di 50 mila abitanti nell’area metropolitana di Palermo. Qui un immobile confiscato -alla mafia, assegnato due anni fa all’associazione di volontariato Pro handicap onlus Vivere... vivere insieme, è diventato una seconda casa per 50 persone disabili fra i 14 e i 35 anni. Nel centro diurno socio-ricreativo è possibile fare teatro, ballo, musica, canto e si può trovare un laboratorio di alfabetizzazione informatica oltre a un laboratorio di arte-terapia: il tutto destinato ai giovani residenti nel distretto socio-sanitario con disabilità psicofisica e in situazione di disagio sociale. Ai laboratori, il cui obiettivo è quello di fornire strumenti alternativi per la comunicazione delle proprie emozioni e per facilitare le relazioni familiari e sociali, si affianca anche un sostegno psicologico, oltre al coinvolgimento delle famiglie per attivare nuove dinamiche socio-relazionali. “Quest’anno - dice la presidente dell’associazione Irene Savona - festeggiamo 40 anni di vita a favore delle persone con disabilità: siamo stati i primi qui a portare avanti le battaglie per i diritti dei disabili, quando nessuno ne parlava. L’assegnazione di questo bene, che avremo per dieci anni, eventualmente rinnovabili, ci ha dato qualche sicurezza ma le spese vive sono comunque alte e siamo costretti a chiedere un piccolo contributo alle famiglie: ci dispiace, perché sappiamo che non tutti se lo possono permettere. Tante persone disabili, purtroppo, rimangono a casa, soprattutto chi ha le condizioni più disagiate: per questo vorremmo studiare le strade per estendere la fruibilità dei nostri servizi a più persone”. E conclude: “Vorremmo anche ottenere un altro immobile confiscato per pensare a delle attività da inquadrare secondo quanto prevede la legge nell’ottica del dopo di noi. Speriamo di riuscirci”. 

La villa confiscata al boss Schiavone nel giorno dell’inaugurazione del Centro riabilitativo per la salute mentale di Casal Di Principe (Caserta)
Boss disabilità - SUPERABILE 5

A Casal di Principe, in provincia di Caserta, invece, è il bene più celebre confiscato al clan dei Casalesi a far parlare di sé. Si tratta della villa hollywoodiana che fino al 1996 fu proprietà di Walter Schiavone, fratello del capoclan Francesco, detto Sandokan. Una villa, raccontata anche da Roberto Saviano in Gomorra, identica a quella del gangster cubano di Miami, Tony Montana, protagonista di Scarface, il film di Brian De Palma interpretato da Al Pacino. L’edificio, costruito su tre livelli per oltre 800 metri quadrati , sorge su un’area di 3.400 metri quadri: lussuosa all’eccesso, fu integralmente depredata e vandalizzata prima del sequestro. Confiscata nel 1999, affidata prima al Comune e poi ad Agrorinasce, l’Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza sul territorio che riunisce i Comuni di Casapesenna, Casal di Principe, San Cipriano D’Aversa e Villa Literno, è stata nel tempo ristrutturata con un duplice finanziamento regionale (1,2 milioni di euro). Lavori terminati nei primi mesi del 2017. “Ci sono voluti più di 20 anni - dice l’amministratore delegato di Agrorinasce, Gianni Allucci - ma la struttura è pronta per essere un centro di riabilitazione e terapia per adulti con problemi mentali: la gestione è affidata alla Asl e le attività mirano anche a insegnare tecniche di autonomia”. Gli spazi sono accoglienti: “Dalla sola camera da letto del boss sono state ricavate cinque ampie stanze per gli ospiti, che possono contare anche su una piscina interna, oltre a quella esterna. Questo posto, oltre a essere un simbolo di riscatto e un esempio bellissimo di rivitalizzazione di questo territorio, permette di risolvere i problemi di molte famiglie”. 

La villa confiscata al boss Schiavone
Boss disabilità - SUPERABILE 10

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