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"Refugee food festival", in diecimila per assaggiare i piatti degli chef rifugiati

Dopo 2 edizioni francesi, l’evento si è svolto in 13 città europee a giugno, ha coinvolto 85 ristoranti e 80 cuochi rifugiati. Obiettivo? Condividere la cultura gastronomica, cambiare la percezione sui rifugiati e aiutarli a integrarsi, anche professionalmente. E per il 2018 si punta ad aumentare le città partecipanti

16 agosto 2017

ROMA - Non c’è niente che unisce più del cibo. E a guardare i numeri del “Refugee food festival”, manifestazione promossa dall’associazione Food sweet food in collaborazione con l’Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) si direbbe che è davvero così. Nell’edizione (itinerante) del 2017 che si è svolta lo scorso giugno in 13 città europee sono state circa 10 mila le persone che hanno partecipato, gustando i piatti preparati da chef rifugiati. In totale sono stati coinvolti 85 ristoranti che hanno aperto le loro cucine a 80 cuochi rifugiati. Lo racconta Unhcr in un video in cui sottolinea anche gli obiettivi dell’iniziativa: cambiare la percezione sulle persone rifugiate, accelerare la loro integrazione, anche professionale, e scoprire le cucine di tutto il mondo.

La prima edizione del “Refugee food festival” si è svolta a Parigi dal 17 al 21 giugno 2016 in occasione della Giornata mondiale del rifugiato (che si celebra in tutto il mondo il 20 giugno). In quell’occasione sono stati 11 i ristoranti parigini che hanno partecipato (Le Fregan Pony, la Mano, Poulette, Inaro, le Petit Bain, les Marmites Volantes, l’Ami Jean, Bespoke, West Country Girl, Atelier Kialatok & Indonesia) e 8 gli chef provenienti da Siria, Sri Lanka, Cecenia, Iran e India che hanno fatto assaggiare i loro piatti a più di mille persone. Strasburgo è stata la città che ha ospitato la seconda edizione del festival in occasione del Natale, dal 19 al 23 dicembre 2016: 5 i ristoranti (Le Mandala, le Monteleone, La ruche aux deux Reines, le Graffalgar, le Café con Leche) che hanno aperto la loro cucina a cuochi afgani, siriani e tibetani. Inoltre, il 5 e il 6 dicembre 2 cuochi originari dell’Afghanistan e del Tibet hanno gestito uno stand nel mercato di Natale accompagnati dagli chef del ristorante Mandala.

Lione, Bordeaux, Lille, Marsiglia, Atene, Firenze, Madrid, Bruxelles, Amsterdam, Milano, Bari, Roma e Parigi sono state le città coinvolte nell’edizione 2017. E per il 2018 l’obiettivo è coinvolgere un numero maggiore di città. (lp)

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