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Idee creative per lo sviluppo locale (e sociale): la "mappa" degli innovatori

Sicurezza sanitaria, water and sanitation, salute, educazione, diritti umani e partecipazione: ecco le aree di azione dei partecipanti al premio promosso da Ong 2.0 per sostenere le tecnologie innovative nei paesi a basso reddito. 16 i paesi di provenienza (soprattutto dall'Africa) dei 25 finalisti del premio "Ict for social good": a settembre i vincitori

16 agosto 2017

TORINO – Un’app per segnalare più velocemente ed efficacemente qualsiasi problema che richieda l’intervento delle forze dell’ordine in Bosnia-Erzegovina, una piattaforma per contrastare il mercato nero delle donazioni di sangue e avvicinare i pazienti con i donatori e i medici dei centri sanitari in Nigeria, un’applicazione dedicata ai giochi educativi interattivi per bambine e bambini con sindrome di Down, un progetto, sviluppato in Kenya, che permette di far incontrare la richiesta di lavoro delle persone con disabilità con le posizioni disponibili più adatte. con informazioni del database inserite tramite sms. Sono alcuni dei 25 progetti che hanno raggiunto la finale del premio Ict for Social Good, messo in palio da Ong 2.0 e realizzato all’interno del programma Innovazione per lo Sviluppo, grazie al supporto di Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e alla collaborazione di Fondazione Mission Bambini Onlus. 

-A chi è rivolto il premio? A tutti gli innovatori provenienti da Paesi a basso reddito che avessero elaborato una tecnologia dell’informazione e della comunicazione (Ict) per superare un problema o una mancanza di carattere sociale o di sviluppo locale nel contesto del loro Stato d’origine. Sicurezza alimentare, water and sanitation, salute, educazione, diritti umani e partecipazione democratica le aree d’azione delle tecnologie messe a punto e proposte dai partecipanti.

In che modo hanno partecipato? Mettendoci la faccia in prima persona, letteralmente: 30 secondi, questo è il tempo che gli innovatori hanno avuto per esporre la loro idea e la messa in pratica in una serie di video, giunti da ogni parte del mondo, un efficace spaccato della versatilità delle Ict e degli innovatori nello sviluppo locale e nel sociale e, allo stesso tempo, la dimostrazione che il cammino da compiere è ancora lungo per rispondere a tutte le esigenze e colmare tutte le carenze sociali e di sviluppo locale che i progetti fanno emergere ed evidenziano. 

Non solo la chiarezza nella presentazione, ma anche la dimostrazione dell’efficacia e delle reali potenzialità delle Ict per dar vita a un miglioramento effettivo in ogni contesto locale, ciascuno con le sue peculiarità e le sue problematiche particolari: queste sono state le linee guida che hanno indicato la direzione ai progetti presentati, 233 in tutto, 25 dei quali sono arrivati in finale per i 2 premi da 10 mila e 12 mila euro che verranno assegnati in settembre. Tra i finalisti, 9 sono donne. 16 i Paesi di provenienza degli innovatori, in grandissima parte originari dell’Africa.

I progetti riguardano soprattutto interventi in ambito sanitario e agricolo. È il caso di Connexion Sans Frontiere, ideata dal senegalese Ahmed Karim Cisse, che si serve delle Ict per un progetto di telemedicina per pazienti traumatologici, in particolare le vittime di incidenti stradali, oppure quello di Education for Change, realizzata in Kenya da Simeon Oyando Ogonda, dedicata alla formazione degli agricoltori sui metodi di coltivazione alternativi e più rispettosi dell’ambiente. Non sono mancate le innovazioni per l’educazione e l’infanzia, come quella messa a punto da Elizabeth Kperrun in Nigeria per insegnare ai più piccoli le fiabe tradizionali del Paese tenendo conto delle diverse lingue parlate, e alla partecipazione politica e sociale, come Nyaaya dell’indiano Sumeysh Srivastava per rendere accessibile a tutti i cittadini la conoscenza delle leggi in vigore nel Paese e per garantire a tutti la conoscenza dei propri diritti. (Simone Lippi Bruni)

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