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Migranti, le ong: aprire centri di transito sicuri in Libia

Lo chiede la rete LINK 2007 che lancia l'appello alla Ong umanitarie e alle Agenzie Onu, "principale e reale alternativa ai trafficanti di esseri umani". Adottare norme che aprano ingressi regolari in Italia e in Europa

18 agosto 2017

ROMA - Aprire centri di transito sicuri in Libia: lo chiedono le ong che fanno parete della rete Ong 2017. "Il perdurante disinteresse sulla sorte di decine di migliaia di migranti in Libia, uomini, donne e bambini in condizioni di semi schiavitù, detenuti e vessati da bande criminali senza alcun senso della vita umana, spesso colluse se non confuse con le stesse forze che dovrebbero garantire ordine e protezione, richiede un’accelerazione nelle decisioni della comunità internazionale", si legge in una nota.

-Per le ong della Rete sono comprensibili le ragioni di sicurezza hanno impedito finora la creazione in Libia di centri protetti per accogliere i migranti e impedire che continuino sfruttamento, abusi, traffici criminali. "Questa prudenza deve oggi essere superata. - ribadiscono - Più volte, nella sua storia, l'Alto Commissariato per i rifugiati, si è trovato in situazioni con gravi rischi per la sicurezza degli operatori umanitari ma è sempre riuscito a trovare il modo per esserci, per accogliere e proteggere decine, centinaia di migliaia di persone. In Libia è giunto il momento per superare ogni titubanza. Si tratta di un impegno umanitario urgente, da realizzarsi subito. Non mancano l’esperienza e le capacità per poterlo fare. Si tratta di dare vita a centri aperti, rispettosi della libertà di movimento delle persone ma sicuri ed accoglienti per tutti coloro che necessitano di protezione, assistenza, orientamento e sostegno nell’individuazione di decisioni a conferma del proprio progetto migratorio o alternative ad esso".

In questi centro di transito dovrà essere fornita assistenza sanitaria, protezione, con particolare attenzione ai minori, alle donne, ai traumatizzati dalle violenze subite, ricongiungendo i nuclei familiari, si dovrà aiutare i migranti nell’identificare i bisogni e le aspettative, offrire consulenza, orientamento, sostegno nell’individuazione e realizzazione delle possibili scelte: dalla permanenza in Libia di fronte a reali occasioni di lavoro, al ritorno dignitoso e assistito nei paesi di origine, alla verifica delle condizioni per la richiesta di protezione internazionale, nel rispetto di ogni altra autonoma libera scelta. "L’importante - ribadiscono - è toglierli dalle mani dei loro aguzzini".

Appello lanciato alla principali agenzie umanitare. L’Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni, l’Unhcr per prendere in considerazione le richieste di protezione e asilo di coloro che non possono ritornare nei propri paesi, l’Unicef per la particolare attenzione dovuta al settore materno-infantile e ai minori non accompagnati, la Croce rossa-Mezzaluna rossa e le Ong umanitarie specializzate, "possono essere la principale e reale alternativa ai trafficanti di esseri umani e agli ingressi irregolari, insieme all’adozione di norme che aprano agli ingressi regolari in Italia e in Europa"

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