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Barcellona, bandiere a mezz’asta in Palazzo Vecchio a Firenze

Il sindaco Nardella: “Firenze abbraccia Barcellona e il suo popolo. Purtroppo quello di Barcellona è un film già visto, l’ennesimo, di una guerra nuova, imprevedibile, spietata, combattuta da bestie contro civili indifesi”

18 agosto 2017

FIRENZE - Firenze è vicina alla Spagna, a Barcellona e a Cambrils. Dopo gli attentati terroristici che hanno colpito il capoluogo della Catalogna e la cittadina sulla costa a sud-ovest di Barcellona, sono a mezz’asta, in segno di lutto, le bandiere italiana, europea e spagnola esposte sul terrazzino di Palazzo Vecchio.

Per dimostrare la vicinanza della città al popolo spagnolo 14 rose, come il numero di vittime dell’attentato di Barcellona, di colore giallo e rosso, le tonalità della bandiera spagnola, sono state adagiate su un cuscino blu, che insieme al giallo e il rosso è uno dei colori della bandiera catalana. Vasi di fiori degli stessi colori sono stati posizionati anche ai piedi della copia del David che si trova in piazza della Signoria. I due vasi che danno sulla piazza appoggiano su due teli omaggiando i colori spagnoli. A queste iniziativa di solidarietà si aggiunge inoltre la proiezione a partire dalle 21.45 dell’immagine di Guernica, il quadro di Picasso, su Palazzo Vecchio, a cura di Silfi spa.

“Firenze abbraccia Barcellona e il suo popolo - ha detto il sindaco Dario Nardella -. Purtroppo quello di Barcellona è un film già visto, l’ennesimo, di una guerra nuova, imprevedibile, spietata, combattuta da bestie contro civili indifesi - ha detto il sindaco Dario Nardella -. Ancora una volta una città europea colpita, ancora una volta sangue versato in nome di un Dio evocato come una bestemmia. Come ha detto il sindaco fiorentino Giorgio La Pira ‘le città non possono morire’. Dalla violenza deve nascere più cultura, dall’intolleranza deve nascere più cooperazione, dal terrorismo deve nascere una nuova pace che veda le città del Mediterraneo protagoniste - ha concluso -. Combattere il terrorismo senza tregua e promuovere la cultura ovunque senza tenere le rispettive identità: questa è la nostra missione, oggi più di ieri”.

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