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Rivendevano cibo e indumenti donati ai poveri: stroncato mercato illegale

Blitz della Polizia Locale di Milano che ha stroncato un commercio gestito da due donne egiziane che rivendevano anche generi donati dal "Pane Quotidiano" ai poveri. Oggi la precisazione del vicepresidente dell'ente che ogni giorno distribuisce a oltre 3.500 persone. "Solo una minima parte della merce era donata da noi"

21 agosto 2017

- MILANO - Al mercato abusivo di viale Toscana solo "una minima parte della merce proveniva dal Pane Quotidiano". "Noi non distribuiamo ai poveri, pesce o altri prodotti freschi, ma solo confezionato", precisa Luigi Rossi, vice presidente dello storico ente che ogni giorno distribuisce generi alimentari a oltre 3.500 persone. Ieri la Polizia Locale ha stroncato il mercato illegale che si era creato a pochi metri dalla sede del Pane Quotidiano e alle due donne egiziane che lo gestivano è stato applicato anche il Daspo previsto dalla legge Minniti, con l'obbligo di allontanamento da Milano per 48 ore. Gli agenti hanno sequestrato quintali di alimenti tra cui latte, uova, salumi, pesce, yogurt e formaggi, in gran parte avariati: "Tutti prodotti conservati in pessime condizioni igieniche, spesso esposti al sole durante la vendita", si legge in una nota del Comando di piazza Beccaria.
"Oltre ai generi alimentari la Polizia Locale ha posto sotto sequestro quintali di merce usata di ogni genere, tra cui capi di abbigliamento, scarpe, pentolame vario, spesso sporchi e maleodoranti, che le donne mettevano in vendita incuranti del rispetto delle norme di igiene".

Secondo la Polizia Locale "le due donne, entrambe con regolare permesso di soggiorno, ogni giorno accumulavano (per poi rivenderli) notevoli quantitativi di alimenti acquistandoli per pochi soldi da persone, per lo più nordafricani e senegalesi, che simulando uno stato di bisogno ricevevano quotidianamente dall’associazione benefica alimenti e bevande".

"Ringrazio le forze dell'ordine per il loro intervento - aggiunge Luigi Rossi -. Noi da parte nostra cerchiamo di vigilare affinché questi fenomeni non si verifichino e intensificheremo con i nostri volontari i controlli". Detto questo, però, il vicepresidente del Pane Quotidiano ci tiene a precisare che "solo una minima parte di quella merce venduta illegalmente probabilmente era stata donata ai bisognosi da noi". "Il resto se lo procuravano attraverso altri canali e le due donne avevano allestito il loro banchetto in viale Toscana perché sapevano che lì c'era la loro potenziale clientela, ossia persone in condizioni economiche molto precarie e disposte a pagare pochi centesimi o euro per quella merce che altrimenti nessuno comprerebbe". (dp) 

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Tag: Povertà

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