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Ius soli e sgomberi: il cortometraggio "L’incontro" al Festival di Venezia

Firmato dai bolognesi Mellara e Rossi, il film racconta la storia del sedicenne di origini marocchine Amin, talento del pugilato, in attesa di ottenere la cittadinanza italiana. “L’incontro” debutterà a Venezia in concorso alla seconda edizione del premio MigrArti

25 agosto 2017

Amin e il suo allenatore
Cortometraggio "L'incontro". Amin e il suo allenatore

BOLOGNA – Una storia semplice che tocca le tematiche sociali più discusse e attuali: dallo ius soli agli sgomberi, passando dall’integrazione. È “L’incontro”, cortometraggio della coppia di autori bolognesi Michele Mellara e Alessandro Rossi che debutterà alla 74esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia in concorso alla seconda edizione del premio MigrArti.

- Il protagonista del film è Amin, sedicenne di origini marocchine con un grande talento per il pugilato, residente in Italia che lotta per avere la cittadinanza. “L’incontro” racconta il momento più importante della sua vita: il giorno dell’incontro di boxe per il titolo juniores. Siamo nell’ora che precede il match, in una palestra popolare di Bologna, e Amin, aiutato dal suo burbero allenatore, prova a concentrarsi prima di salire sul ring, dove lo aspetta il famigerato “Ghanese”, noto per “pestare duro”. Ma sembra proprio che nessuno lo voglia lasciare in pace. Così, nello spogliatoio gli si presentano un amico truffaldino che cerca di rubare soldi allo squattrinato allenatore; un altro amico sgombrato dalle forze dell’ordine dall’alloggio nel quale viveva temporaneamente con la famiglia; la famiglia di Amin che lo assale con i problemi di casa e addirittura l’avvocato che sta seguendo la sua richiesta per l’ottenimento della cittadinanza. Tutti lo chiamano, lo scuotono, gli chiedono qualcosa. Con la testa ingombra di mille domande Amin sale sul ring. Come finirà?

Escluso il professionista Bob Messini (“Caterina va in città”, “Tutta la vita davanti”, “La pazza gioia”, solo per citarne alcuni), gli attori sono stati tutti individuati in contesti affini a quello reso nel film. Dopo una lunga e difficoltosa ricerca, alla fine sono arrivati Amin, Edo, Fatima e Fatima, Nezha, Younes, Yussra, provenienti dalla stessa polisportiva Hic Sunt Leones che gestisce il Tpo, dalle scuole superiori e dall’università di Bologna, e dal centro teatrale Met Cantieri Meticci che accoglie giovani attori di tutto il mondo.

Una commedia che prova a diluire l’amarezza di una storia semplice e anche molto comune, un corto che prova a uscire dalla retorica dei film sui migranti. Girato nella palestra popolare del centro sociale Tpo a Bologna, “L’incontro” porta lo spettatore a riflettere sull’attualità. È una storia di sport e, in parte, di redenzione: non tutte le partite possono essere vinte, ma tutte – come insegna Amin – possono essere giocate.

Il Premio MigrArti raccoglie le produzioni vincitrici del bando del Mibact, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, per la promozione di progetti cinematografici capaci di contribuire alla valorizzazione delle culture delle popolazioni immigrate in Italia, anche nell’ottica dello sviluppo, del confronto e del dialogo interculturale. “L’Incontro” è in programma venerdì 8 settembre (ore 11.30) in Sala Casinò, e in replica sabato 9 settembre (ore 9.15) sempre in Sala Casinò. (Ambra Notari)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: migranti, sgomberi, ius soli

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