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Rifugiati sgomberati ancora in strada. “Vogliamo vivere da persone normali”

Dopo l’operazione di ieri 60 hanno dormito al presidio del Baobab, comunità Eritrea e cittadini hanno inviato aiuti. Amnesty: “Manca un reale piano di accoglienza. La violenza di ieri sproporzionata”. Intersos: “I problemi sociali vengono trasformati in emergenza”

25 agosto 2017

ROMA – Mostrano le foto della guerriglia di ieri in piazza Indipendenza, raccontano di aver dormito in strada anche questa notte, per il sesto giorno di fila, ma un po’ più lontano dal centro, al presidio di Baobab experience, nella parte est della stazione Tiburtina. I rifugiati sgomberati dal palazzo di via Curtatone sabato scorso, e cacciati ieri dopo una lunga giornata di guerriglia, a piazza Indipendenza, si sono riuniti questa mattina a Roma, in via Montebello. Dove erano tornati nel tardo pomeriggio di ieri. “Vogliamo vivere da persone normali – sottolinea Simon, uno degli ex occupanti del palazzo di via Curtatone – Negli altri paesi ai rifugiati viene insegnata la lingua, vengono date possibilità di inserimento. In Italia no, ti danno il documento e poi ti buttano in mezzo strada”.

- “Ci hanno picchiato davanti ai nostri figli – denuncia Livia, 27 anni – Dove andremo? Questa notte abbiamo dormito ospiti da alcuni amici. Ma da stanotte anche noi dobbiamo stare in strada?”. “Le soluzioni offerte non erano accettabili – tuona un altro ragazzo – si tratta di centri con stanze grandi per 5 o 6 persone. Non c’è una cucina, non c’è autonomia, non possiamo ricominciare da capo”. Sonia Manzi, di Baobab experience spiega che ieri sera circa 60 persone hanno dormito al presidio di Tiburtina. “Le persone della comunità eritrea hanno cucinato per loro, alcuni cittadini hanno portato generi alimentari – spiega -. Abbiamo prese delle tende che avevamo in magazzino, gli altri hanno dormito fuori, su materassini o su cartoni. Certo noi siamo in un parcheggio, ma loro hanno accettato. Noi , però, non siamo la soluzione, la soluzione deve arrivare dall’alto”.

Quello che non funziona è l’intero meccanismo di accoglienza, aggiunge Riccardo Noury di Amnesty International. “Il tema è quello degli alloggi a Roma, finché non si risolve ci saranno nuove occupazioni, nuovi sgomberi, nuova dispersione – sottolinea -. Quello che vediamo oggi è il risultato della mancanza di qualsiasi piano di accoglienza e immigrazione”. Riguardo alle violenze in piazza Noury parla di un intervento “sproporzionato, eccessivo, non necessario ma anche gratuito e crudele”. “Ieri si è voluto ripristinare la legalità del palazzo non rispettando la legalità della vita dei rifugiati – aggiunge Luca Blasi di Intersos -. Si tende a trasformare i problemi sociali in emergenza immigrazione, ma i numeri dicono altro. L’emergenza viene creata, ma le persone non scompaiono – aggiunge -. E’ stato così a via Curtatone, a via Vannina, a Cinecittà” (ec)

 

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