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Roma, migranti e senza tetto in corteo. "La casa non ha confine"

Partita da piazza dell’Esquilino la manifestazione per il diritto alla casa. In testa al corteo anche i rifugiati eritrei sgomberati da via Curtatone e da piazza Indipendenza. Con loro anche le famiglie accampate nella basilica di Santi Apostoli

26 agosto 2017

ROMA - Con in testa i rifugiati eritrei sgomberati prima da via Curtatone e da piazza Indipendenza, è partito da piazza dell’Esquilino a Roma il corteo per il diritto all’abitare. Sfilano insieme migranti e italiani senza casa, come le 60 famiglie accampate nella basilica di santi Apostoli.

“Gli ultimi episodi avvenuti nella capitale dimostrano il pieno fallimento delle politiche dell’accoglienza in Italia, dove si ragiona solo per emergenza e in nome del profitto, generando mostri come la nota vicenda di Mafia Capitale - sostengono i manifestanti -. Le risorse umane ed economiche per accogliere ci sono. A mancare è la volontà politica. Questi episodi ci interrogano anche sulla necessità della costruzione di un movimento per la giustizia sociale e antirazzista, un tema non più rinviabile che dovrà partire dal protagonismo di chi oggi viene marginalizzato e criminalizzato”.

- I manifestanti parlano di “disumano sgombero” in riferimento a quanto accaduto a piazza Indipendenza e ricordano le altre persone sgomberate a Roma, da via Vannina e Cinecittà. Tra gli slogan “Mai più senza casa”, “La casa non ha confine” eppoi “Poliziotto fatti dare una carezza”, scritto nello striscione portato in piazza dallo scrittore Cristian Raimo. Si stima che a manifestare siano tra le 2 mila e le 3 mila persone.

Le famiglie accampate. Come detto, a manifestare ci sono anche le famiglie accampate presso la basilica Santi Apostoli. Da due settimane, infatti, il portico della Chiesa, a due passi da piazza Venezia, nel centro di Roma, è diventata la casa di 60 famiglie sgomberate da un ex palazzo dell’Inps, a Cinecittà, il 10 agosto scorso. Circa 100 persone, italiani e stranieri, tra cui almeno venti bambini, anche molto piccoli tra gli 0 e i 4 anni. 
Con il benestare dei Frati minori conventuali, che hanno la responsabilità della basilica, le famiglie hanno potuto sistemarsi all’interno del portico, proprio davanti l’entrata della chiesa. Il patto è quello del rispetto reciproco, mi spiegano. Sul fronte istituzionale, la Sala operativa del Comune di Roma è intervenuta subito dopo l'occupazione proponendo accoglienza in alcuni centri per le mamme con i bambini, ma le famiglie non hanno voluto separarsi. (e.c.)

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