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"I pesci combattenti", su Sky il film documentario sui nuotatori paralimpici

Il regista Riccardo Barlaam racconta la storia di sette atleti, tra i più forti nuotatori paralimpici al mondo. “Sono campioni, sportivi veri, abituati a convivere ogni giorno con i propri limiti e a tentare di superarli ogni volta che entrano in acqua, con l’obiettivo di diventare i più forti, i migliori al mondo”

28 agosto 2017

ROMA – Sono sette, ma anche molti di più, i “pesci combattenti” andati in onda ieri sera su Sky: sono i nuotatori paralimpici protagonisti del film documentario di Riccardo Barlaam, che ha scelto solo quelli più vicini geograficamente, per poterli seguire facilmente. I “Pesci combattenti” si chiamano Federico Morlacchi, Arjola Trimi, Giulia Ghiretti, Alessia Berra, Fabrizio Sottile, Arianna Talamona, Francesca Secci. Il regista ha seguito la preparazione di questi atleti per Rio 2016: oltre un anno di allenamenti e sacrifici, ma sopratutto di speranza, tenacia e gratificazioni. 

-Il docu-film prodotto da Monnalisa media&comunicazione e Living Media mette in mostra infatti soprattutto la forza e la determinazione di quersti atleti, che più di tutto ha colpito il regista: “ Amo lo sport in tutte le sue discipline, ma non sono poi così forte… anzi – racconta – Ho corso oltre quaranta Maratone, ho partecipato anche all’ Iroman, ( la più avanzata e impegnativa competizione ufficiale di triathlon: 226 km totali di percorso, suddivisi in 3,8 km da percorrere a nuoto, 160 in bici e 42,2 correndo, rappresenta una delle gare più estreme al mondo e, non a caso, chi ne guadagna la vittoria può fregiarsi del titolo di “uomo di ferro” ). Questo progetto è nato in tempi non sospetti, mi viene quasi per caso – prosegue Barlaam – Mio figlio Simone nuotava e nuota tuttora assieme ai Campioni della Pol. Ha Varese, dopo aver conosciuto il coach Massimiliano Tosin, ed in vista delle mie gare, gli ho chiesto se potevo allenarmi assieme a loro. Non credevo di trovarmi di fronte ad una situazione del genere. Ho nuotato nella corsia accanto ad Arjola Trimi, passati neanche cinque minuti io ero sfinito e non sono riuscito più a starle dietro, tant’è che io mi sono fermato e lei ha continuato senza alcuna fatica la sua sessione”. 

“Da lì è stato un attimo – continua Barlaam – un lampo improvviso e avendo ovviamente toccato con mano la loro disabilità e la loro strabiliante forza fisica, ho trasformato quella che io chiamo rabbia in una cosa positiva, questo Progetto. Al corto hanno partecipato sette dei 21 azzurri della Nazionale di Rio. Sette perché sono gli atleti a me più vicini come distanza in chilometri, altrimenti li avrei presi davvero tutti. Ma stando su Milano ho pensato potesse esser più facile (ed ovviamente meno costoso). Questi ragazzi sono campioni, sportivi veri, abituati a convivere ogni giorno con i propri limiti e a tentare di superarli ogni volta che entrano in acqua, con l’obiettivo di diventare i più forti, i migliori al mondo. Non finiscono sulle prime pagine dei giornali sportivi (e spesso neanche nelle brevi) anche quando vincono l’oro ai Mondiali e agli Europei o ritoccano con i loro tempi i Record mondiali di velocità. Non hanno sponsor milionari. Non sono star da copertine patinate. Ma campioni lo sono davvero. E guardare loro, il loro esempio, ammirare la loro tenacia, e capire il valore delle loro prestazioni non può non far riscoprire il senso dello sport, quello vero. E anche il senso più profondo della vita, vissuta fino in fondo. Da qui l’idea di raccontare il loro percorso sportivo che da Milano li ha portati fino a Rio de Janeiro. Fino alle medaglie paralimpiche“. 

Il docufilm è andato in onda domenica 27 agosto a partire dalle ore 22.00 sul canale 51 digitale terrestre, sul canale 509 di Sky e sul canale 5020 SkyHD

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Tag: Paralimpiadi Rio 2016, Paralimpici

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