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Autismo, esperienze di vita autonoma per progettare il futuro

A "Casa comune" (Milano) due ragazze con la sindrome di Asperger convivono con studentesse universitarie. A "Villa delle Rogge" (Pordenone) lavoro e vita quotidiana con i "colleghi". "Nuove prospettive per prevenire istituzionalizzazione o isolamento domiciliare". Inchiesta di Superabile- Inail

30 agosto 2017

Momenti di quotidianità a Villa delle Rogge
Villa Rogge 2 - INCHIESTA SUPERABILE

ROMA -  Villa delle Rogge è una foresteria a disposizione delle 15 persone che "lavorano" nell’Officina dell’arte della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone. Una - decina di loro si ferma a dormire lì, partecipando al programma "Vivi la città": dalle 17 alle 9 del mattino successivo, per cinque giorni la settimana, questi giovani vanno a fare la spesa, a passeggiare in centro, si fermano a comprare qualcosa di personale, preparano la cena, sparecchiano, magari vanno al cinema o in un pub prima di andare a dormire. Insomma, abitano con i loro "colleghi". E’ una delle diverse esperienze di vita autonoma a cui  è dedicata l’inchiesta “Mamma vado a vivere da solo (o con gli amici)” del numero di agosto del Magazine SuperAbile-Inail

Un percorso che non nasce dal nulla, ma frutto dei "Programmi respiro" che questi ragazzini con disturbi dello spettro autistico imparano fin da piccoli. “Si parte dal gioco e dalle attività extrascolastiche per poi arrivare a trascorrere fuori casa un weekend al mese oppure una settimana di vacanza - spiega Emanuela Sedran, responsabile dei servizi per l’autonomia della fondazione friulana -. Ci sono bambini che non hanno mai dormito nemmeno dai nonni. Ma noi lavoriamo anche sulla dimensione sociale e sullo stare insieme, due dinamiche che nell’autismo non sono per nulla scontate. Bisogna intervenire prima dell’adolescenza perché l’abitudine è molto importante in questo disturbo: dopo diventa più complicato, anche per i genitori che devono superare l’iniziale ritrosia a far partecipare i propri figli a questi progetti”. Per ora Villa delle Rogge è soltanto un laboratorio di indipendenza, anche se “il prossimo obiettivo della fondazione è quello di far uscire definitivamente da casa i giovani con autismo mentre mamma e papà sono ancora in vita, altrimenti la situazione diventa psicologicamente pesante da sopportare. Ma è ancora troppo presto per i nostri adulti. Anche se Alessandro ce l’ha fatta: all’età di 50 anni è andato a vivere da solo nella villetta bifamiliare che condivide con il fratello”.

Momenti di quotidianità a Villa delle Rogge
Villa Rogge 1 - INCHIESTA SUPERABILE

Villa delle Rogge non è l’unica realtà esistente in tema di autismo: altre esperienze simili sono quelle della Fondazione Fornino-Valmori, un centro riabilitativo residenziale nel forlivese da 20 posti letto, e "Casa comune" a Milano, dove due ragazze con la sindrome di Asperger convivono con altrettante studentesse universitarie. “Sentieri nuovi, questi come anche tutti gli altri, che aprono per le persone disabili la possibilità di progettare la propria vita, partendo dal diritto di scegliere dove vivere e con chi vivere - commenta il presidente nazionale dell’Anffas Roberto Speziale -. Nuove prospettive esistenziali per prevenire e contrastare i fenomeni di istituzionalizzazione in grandi strutture o di segregazione e isolamento domiciliare delle persone con gravi disabilità”.

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