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Al Festival fin da piccoli di Trieste si parla di seconde lingue

Un bambino su 5 in Italia ha almeno un genitore straniero. Nel Paese c’è una grande varietà di dialetti e idiomi locali. Due motivi per parlare del ruolo delle seconde e terze lingue nello sviluppo cognitivo e relazionale dei bambini. Il 16 settembre a Trieste per poi spostarsi a Milano, in Sicilia, Piemonte, Sardegna e Lazio

30 agosto 2017

©Csb onlus
Festival fin da piccoli - ©csbonlus

TRIESTE - In Italia cresce il numero di bambini con almeno un genitore straniero. Secondo gli ultimi dati sono 1 su 5. Il nostro Paese, inoltre, vanta una grande varietà di dialetti e lingue locali. Due motivi per parlare del ruolo che le seconde e le terze lingue hanno nello sviluppo cognitivo e socio-relazionale dei bambini. È quello che succederà a Trieste il 16 settembre nella terza edizione di “Festival fin da piccoli”, la manifestazione organizzata dal Centro per la salute del bambino onlus. La novità di quest’anno è che il festival diventa itinerante: dopo Trieste, tra settembre e dicembre, si sposterà a Milano, nel Lazio, in Sicilia, Sardegna e Piemonte. “Il festival vuole essere un’occasione di confronto e conoscenza – scrivono i promotori –, un modo per tessere la rete nazionale degli operatori che si occupano della cura dell’infanzia e del sostegno alle famiglie e contemporaneamente un’occasione per sensibilizzare i genitori alle buone pratiche che sostengono lo sviluppo complessivo delle bambine e dei bambini, fin da piccoli”.

- Il tema delle seconde lingue nei primi anni di vita sarà trattato sotto diverse angolature. La mattinata avrà un taglio più scientifico: saranno presentati i meccanismi neuropsicologici alla base dell’apprendimento e le evidenze sui benefici delle seconda lingue. Durante questa sessione verranno trattate le differenze tra apprendere la lingua in età adulta e nella prima infanzia, si discuterà della differenza tra apprendere due lingue invece di una e di quali sono i benefici cognitivi dell’educazione bilingue, si parlerà inoltre dei fattori che facilitano oppure ostacolano l’apprendimento della seconda lingua con indicazioni per i genitori e gli operatori dei servizi socio-sanitari e socio-educativi. Il pomeriggio invece sarà dedicato alle buone pratiche per le famiglie e i servizi educativi: verranno condivise esperienze concrete di valorizzazione delle seconde lingue al nido, alla scuola dell’infanzia e in ambulatorio pediatrico. Al momento sono previsti contributi su portoghese, francese, friuliano, lingua dei segni, sardo, franco-provenziale e italiano, perché, dicono i promotori, “a volte è necessario cambiare prospettiva e considerare la lingua italiana come L2”.

A Milano “Nati per leggere” Lombardia e Ibby Italia hanno realizzato “Mamma lingua”, un bibliografia di 127 libri per bambini nelle 7 lingue più parlate nelle comunità migranti presenti in Italia: albanese, arabo, cinese, francese, inglese, rumeno e spagnolo. La bibliografia è consultabile sul sito di “Nati per leggere” ed è diventata una mostra itinerante che fino a marzo 2018 toccherà diversi quartieri di Milano e della provincia di Milano. In Sicilia la cooperativa sociale Passwork insieme all’Associazione Leggimi una storia con il coordinamento del Comune di Canicattini Bagni e il patrocinio di “Nati per leggere” Sicilia, promuovono un progetto che vuole far conoscere e interiorizzare il valore dell’apprendimento delle lingue e il legame inscindibile tra conoscenze linguistiche ed educazione interculturale. Lo strumento per raggiungere gli obiettivi è il libro, inteso come mezzo di comunicazione universale, di incontro e base per la narrazione biografica. (lp)

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