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Regeni, Amnesty: sorprende il ritorno dell'ambasciatore, siamo scettici

Il presidente Marchesi sull'informativa di Alfano alle commissioni Esteri di Camera e Senato. "Ritenere che qualche riunione in più tra le procure e l'invio di alcuni documenti sia motivo sufficiente a rimandare l'ambasciatore al Cairo è sorprendente". Incarico assunto dal 14 settembre

04 settembre 2017

ROMA - "Restiamo molto scettici sul fatto che il ritorno dell'ambasciatore potra' avvicinare la verita' sull'assassinio di Giulio Regeni, l'assenza della quale aveva spinto il governo a decidere nell'aprile 2016 il richiamo temporaneo": cosi' il presidente di Amnesty International Italia, Antonio Marchesi, al termine dell'informativa del ministro degli Affari esteri Angelino Alfano alle commissioni Esteri di Camera e Senato.

-Come riferito dal ministro l’ambasciatore Giampaolo Cantini assumerà il suo incarico al Cairo il 14 settembre  E lo stesso giorno arriverà a Roma l’ambasciatore egiziano. L’ambasciatore italiano al Cairo era stato ritirato dopo l'assassinio di Giulio Regeni “Inviando al Cairo un diplomatico di comprovato livello come l’ambasciatore Cantini, il governo intende rafforzare l’impegno politico e morale per la ricerca della verità sulla scomparsa di Giulio  Regeni - ha spiegato Alfano - Cantini ha ricevuto istruzioni precise, dovrà seguire in via prioritaria le indagini sul caso”. Quanto ai rapporti con l’Egitto, Alfano ha detto che “l’Egitto e’ un partner ineludibile dell’Italia, la sua sicurezza e stabilita’ economica sono fondamentali. E’ impossibile non avere una interlocuzione politico-diplomatica di alto livello con l’Egitto”.

"Oggi abbiamo ascoltato molte parole di affetto nei confronti di Giulio Regeni e di solidarieta' nei confronti della sua famiglia. Abbiamo preso atto delle tante promesse fatte e dei tanti impegni presi in favore della verita' e, piu' in generale, verso il rispetto dei diritti umani in Egitto. Non abbiamo alcun pregiudizio rispetto alle dichiarazioni del ministro Alfano. Ma restiamo molto scettici sul fatto che il ritorno dell'ambasciatore potra' avvicinare la verita' sull'assassinio di Giulio Regeni, l'assenza della quale aveva spinto il governo a decidere nell'aprile 2016 il richiamo temporaneo. Purtroppo, il ritiro dell'ambasciatore e' stato l'unico significativo atto del governo. Al contrario di quanto dichiarato dal ministro Alfano, non sono state assunte iniziative degne di nota a livello internazionale e nessuna nell'ambito delle Nazioni Unite. Troviamo anche discutibile la ricostruzione delle ragioni per cui un anno e mezzo fa venne richiamato temporaneamente l'ambasciatore italiano al Cairo, ragioni che secondo il ministro Alfano si sarebbero limitate a ottenere una maggiore cooperazione giudiziaria. Ammesso che questo risultato sia stato raggiunto, cosa che nella sostanza e' tutta da verificare, le dichiarazioni ufficiali dell'aprile 2016 parlavano dell'ottenimento della verita' sull'omicidio di Giulio Regeni. Ritenere che qualche riunione in piu' tra le procure e l'invio di alcuni documenti (per di piu', ancora prima che questi fossero tradotti dall'arabo) sia stato motivo sufficiente a rimandare l'ambasciatore al Cairo, e' francamente sorprendente. Quanto all'ipotesi di intitolare a Giulio Regeni sedi e istituzioni italiane in Egitto, ci limitiamo a segnalare come eventuali iniziative non possono e non devono indurre a credere che l'Italia abbia ormai rinunciato, in favore della memoria e della commemorazione, all'obiettivo fondamentale di conoscere i nomi e i volti di chi lo ha torturato a morte 19 mesi fa". (DIRE)

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Tag: Giulio Regeni, Amnesty International

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