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"Secureworld", il fumetto stampato all’interno del carcere di Alessandria

Dal 2015 l’illustratrice Valentina Biletta tiene un laboratorio di incisione nella stamperia allestita al San Michele. Oltre alla graphic novel, “per la quale stiamo cercando un editore”, in cantiere ci sono altri progetti come la stampa dei loghi del panificio interno al carcere. “Vogliamo trovare uno sbocco lavorativo”

06 settembre 2017

Secureworld - Fumetto 2

ALESSANDRIA - Una bambina smarrisce il suo gatto. L’animale si è infilato all’interno del carcere ed è stato adottato dai detenuti. La piccola riesce a entrarvi e lì incontra un detenuto che le racconta la sua storia. È “Secureworld”, la graphic novel realizzata dai detenuti che hanno frequentato il laboratorio di incisione e stampa all’interno del carcere di Alessandria. Il laboratorio è partito nel 2015 grazie a Piero Sacchi dell’associazione Ics onlus che, da tempo, si occupa di portare l’arte dietro le sbarre. Sacchi segue i corsi di pittura e poi ha coinvolto altre persone che insegnano fotografia, arte moderna o che fanno conversazione con i detenuti. “Io sono illustratrice e mi occupo di xilografia e incisione, quindi ho portato quello che sapevo fare”, racconta Valentina Biletta, coordinatrice del corso di incisione e stampa.

Secureworld - Fumetto 1

Al primo corso tenuto da Valentina Biletta nella casa di reclusione di Alessandria si sono iscritti 15 detenuti. “Erano stati ‘preparati’ da Piero ma certo non sapevano cosa aspettarsi – racconta –. Poi c’è stata la normale selezione naturale, chi si è appassionato e chi ha capito che non faceva per lui”. La graphic novel è il progetto nato da quel primo gruppo, “C’era un canovaccio scritto da Piero e l’abbiamo proposto al gruppo – spiega Biletta –. Quindi siamo passati dal non saper incidere a fare un graphic novel. Un bel salto”. La storia poi è stata rivista, “ognuno ci ha messo del suo, chi nella narrazione e chi nella parte grafica. E poi è stata rivista da uno dei partecipanti, appassionato di scrittura e di fumetti”. Alla realizzazione hanno partecipato anche alcuni alunni di quinta elementare della scuola Galileo Galilei. “Dentro ci sono il pregiudizio verso il carcere, che ad Alessandria è appena fuori città ed è un edificio gigantesco che incute un po’ di timore ma anche l’incontro tra la bambina e i detenuti e la scoperta della cura con cui hanno accudito il suo gatto”. Le tavole incise su legno con la tecnica della xilografia sono state portate anche fuori dal carcere, in mostre ed esposizioni, “l’ultima occasione è stata ‘Balla coi cinghiali’ a Vinadio grazie a Libera e a Luca Losio”. Ma l’obiettivo, precisa Biletta, “è trovare un editore”.

- Dal 2016 la stamperia artistica all’interno del carcere è attiva per stampe d’arte, workshop di incisione, produzione di xilografie di grande formato. “Tra i progetti c’è anche quello di stampare immagini per packaging – continua Biletta – Ad esempio, i loghi per il panificio attivo all’interno del San Michele che potrebbero essere stampati sui sacchetti del pane”. In genere i partecipanti vanno da minimo 6/7 a un massimo di 15. “Anche se si tratta di detenuti con pene definitive, a volte molto lunghe, i gruppi cambiano spesso, anche solo per i trasferimenti e bisogna adattarsi. Ogni gruppo poi è diverso, ha una sua personalità – continua – I ragazzi possono accedere tutti i giorni al laboratorio e continuare il loro lavoro, ad esempio un’incisione, anche se in quel momento c’è il corso di fotografia”. Il prossimo corso partirà la settimana prossima, in concomitanza con il calendario scolastico. (lp)

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