:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

L’Italia dei "gig worker", piccoli lavori per arrotondare lo stipendio

Dai "pony" che portano cibo a domicilio in bici a chi gestisce profili di piccole aziende sui social network: il 27% degli italiani che hanno un impiego a tempo pieno o indeterminato svolge questo tipo di lavori. I dati del Rapporto Coop 2017

07 settembre 2017

Infografica: Rapporto Coop 2017 - italiani.coop @RapportoCoop
Gig worker Rapporto Coop 2017

- MILANO - Il 27% degli italiani che hanno un impiego a tempo pieno o indeterminato, svolge anche altri lavoretti per arrotondare il proprio reddito. E tra questi, il 41% tramite app o piattaforme on line. È quanto emerge dal Rapporto Coop2017, che quest'anno presenta anche un capitolo sui cosiddetti "Gig worker": dai "pony" che portano cibo a domicilio in bici a chi gestisce profili di piccole aziende sui social network.

Dalle interviste a un campione di circa 500 Gig worker, si scopre che la maggioranza (54%) è costituita da uomini, il 69% ha tra i 20 e i 39 anni e il 60% ha un diploma di scuola superiore. Questi lavoretti rendono poco: il 65% dichiara che al massimo arriva a guadagnare 50 euro al mese, il 18% da 50 a 100 euro. C'è chi, il 14%, è più fortunato (o abile) e guadagna da 100 a 500 euro, il 2% fino a mille euro e appena l'1% oltre i mille euro.

Proprio perché i lavoretti rendono poco, la maggioranza ne fa più di uno: per la precisione, il 24% ne fa due, il 17% tre e il 14% addirittura da 4 a 5. Inoltre, il 45% si dedica al secondo o terzo lavoro almeno una volta alla settimana e il 35% almeno una volta al mese. (dp)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: lavoro, Coop

Stampa Stampa