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Nubifragio a Livorno, un esercito di volontari per spalare il fango

Reportage da Montenero e dintorni, una delle zone più colpite dall’esondazione dei torrenti. Volontari da tutta la Toscana. La sede della Misericordia locale è diventata un centro logistico

11 settembre 2017

Livorno strade dissestate da alluvione

MONTENERO (LI) - Scavano senza sosta. Spalano, ripuliscono, rimuovono il fango. Montagne di fango che hanno seppellito tutto, hanno trascinato auto e motorini, tronchi d’albero e lamiere. I torrenti sono esondati e sono entrati nelle case, nei negozi. E loro, i volontari, continuano a spalare. Giorno e notte. Armati di guanti, pale, spazzoloni. E’ un esercito di solidarietà quello che si è riversato su Livorno e provincia per aiutare i tanti cittadini colpiti dal terribile nubifragio che ha creato morte e distruzione nella città toscana. Molti torrenti hanno esondato. Hanno rotto gli argini e sono esplosi, portando fango e detriti lungo le strade.

Montenero è una delle frazioni più colpite. Proprio qui, c’è la sede delle Misericordie locale. Distrutti sette mezzi di soccorso. Tantissimi volontari si sono precipitati in questa sede, diventato centro logistico dei soccorso delle colline livornesi. Volontari arrivati dalla Misericordia di Antignano, poi quella di San Vincenzo, Piombino, Castagneto. E proprio a Montenero sta passando le ore il presidente regionale delle Misericordie Alberto Corsinovi. “Esprimo la mia profonda vicinanza alla popolazione livornese colpita dal terribile alluvione, i nostri volontari, come sempre, si sono mossi fin da subito per aiutare le popolazioni e supportarle in un momento così difficile cercando di non lasciare solo nessuno. Questo non è il momento di fare polemiche, ma rimboccarsi le maniche e aiutare le popolazioni a ripartire”. Cibo e bevande nella sede della Misericordia, dove abitanti e volontari hanno trovato un prezioso punto di ristoro.

Volontari scavano a Livorno

Tanti si sono improvvisati volontari, tra loro i portuali del porto di Livorno, scaricatori dalle braccia robuste che si sono fatti in quattro pur di dare una mano: Yari, Riccardo, Yuri, Edoardo, Alessandro, Roberto. “Siamo livornesi, questo è il nostro spirito”. E questo sembra essere lo spirito dei tanti cittadini che, senza dormire e senza mangiare, hanno preso pala e guanti e hanno cominciato a rimuovere il fango. A volte perfino con il sorriso sulle labbra, per esorcizzare il dolore. (js)

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