:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Migranti, bambini e ragazzi vittime di abusi sulla rotta del Mediterraneo

La denuncia nel nuovo rapporto lanciato da Unicef e Oim: il 77% di coloro che viaggiano lungo la rotta del Mediterraneo Centrale ha riportato esperienze dirette di abuso, sfruttamento e pratiche che potrebbero equivalere a tratta di esseri umani. Raccolte le testimonianze di 22 mila persone

12 settembre 2017

- Roma - I bambini e i giovani rifugiati e migranti che tentano di raggiungere l'Europa, affrontano livelli di abuso dei diritti umani spaventosi: il 77% di coloro che viaggiano lungo la rotta del Mediterraneo Centrale ha riportato esperienze dirette di abuso, sfruttamento e pratiche che potrebbero equivalere a tratta di esseri umani. Lo denuncia il rapporto "Viaggi Spaventosi" (Harrowing Journeys) lanciato oggi da Unicef e Oim mostra che, mentre tutti i migranti e i rifugiati corrono alti rischi, i bambini e i giovani migranti sono molto piu' esposti allo sfruttamento e alla tratta rispetto agli adulti dai 25 anni in su: quasi il doppio lungo la rotta del Mediterraneo Orientale (il 17% contro il 10%) e con un tasso del 13% superiore sulla rotta del Mediterraneo Centrale (il 77% contro il 69%).

Il rapporto- basato sulle testimonianze di circa 22 mila migranti e rifugiati, compresi 11.000 bambini e giovani intervistati dall'Oim - mostra anche che, mentre tutti i bambini migranti sono esposti a grandi rischi, coloro che provengono dall'Africa sub sahariana hanno probabilita' molto maggiori di subire sfruttamento e tratta rispetto a persone che si spostano da altri paesi del mondo: lungo la rotta del Mediterraneo Orientale, il 65% rispetto al 15% e lungo la rotta del Mediterraneo centrale l'83% rispetto al 56%. Il razzismo è probabilmente il principale fattore alla base di questa discrepanza. I bambini e i giovani che viaggiano da soli o per lunghi periodi, insieme con coloro che hanno bassi livelli di istruzione, sono tra i piu' vulnerabili a sfruttamento per mano di responsabili di tratta e gruppi criminali durante il viaggio.

Secondo il rapporto, la rotta del Mediterraneo Centrale e' particolarmente pericolosa: la maggior parte dei migranti e dei rifugiati che hanno attraversato la Libia continuano ad essere fortemente colpiti da illegalita', milizie e criminalita'. In media i giovani pagano tra i 1.000 e i 5.000 dollari per il viaggio e spesso arrivano in Europa con debiti, il che li espone ad ulteriori rischi. Aimamo, un ragazzo non accompagnato di 16 anni proveniente dal Gambia e intervistato presso un rifugio in Italia, ha detto di essere stato costretto per mesi, una volta arrivato in Libia, ad un estenuante lavoro manuale per mano di responsabili di tratta. "Se provi a scappare, ti sparano. Se smetti di lavorare, ti picchiano. Eravamo come degli schiavi. Alla fine della giornata, ti chiudono dentro".

"La dura realta' è che ormai pratica consueta che i bambini migranti lungo il Mediterraneo siano vittime di abusi, traffico, percosse e discriminazioni- ha dichiarato Afshan Khan, Direttore Regionale e Coordinatore Speciale dell'Unicef per la crisi Rifugiati e Migranti in Europa- I leader dell'Unione Europea dovrebbero attuare delle soluzioni durature che comprendano percorsi migratori sicuri e legali, stabilire corridoi di protezione e trovare alternative alla detenzione di bambini migranti". "Per le persone che lasciano i propri paesi in fuga da violenze, instabilita' e poverta', i fattori che le spingono a migrare sono gravi, queste persone intraprendono viaggi pericolosi pur sapendo che potrebbero costare loro la dignita', il benessere o anche la vita- ha dichiarato Eugenio Ambrosi, Direttore Regionale dell'Oim per l'Unione Europea, la Norvegia e la Svizzera- Se non verranno istituiti percorsi migratori piu' regolari, altre misure saranno relativamente inefficaci. Dobbiamo ravvivare un approccio alle migrazioni basato sui diritti, migliorare i meccanismi per identificare e proteggere i piu' vulnerabili nel processo migratorio, a prescindere dal loro status legale".

Il rapporto chiede a tutte le parti interessate- paesi di origine, di transito e destinazione, l'Unione Africana, l'Unione Europea, le organizzazioni internazionali e nazionali con il supporto della comunita' dei donatori- di dare priorita' ad una serie di azioni. Queste comprendono: stabilire passaggi regolari e sicuri per i bambini migranti; rafforzare i servizi di protezione dei bambini migranti e rifugiati nei paesi di origine, transito e destinazione; trovare alternative alla detenzione dei bambini migranti; lavorare ai confini per combattere tratta e sfruttamento; combattere la xenofobia, il razzismo e le discriminazioni contro tutti i migranti e i rifugiati. L'Unicef continua a chiedere ai Governi di adottare l'Agenda di Sei Punti d'Azione dell'Unicef per proteggere i bambini rifugiati e migranti e garantire il loro benessere: Proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza; Porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti lo status di rifugiato o migranti, introducendo una serie di alternative pratiche; Tenere unite le famiglie, come migliore mezzo per proteggere i bambini e dare loro il riconoscimento di uno status legale; Consentire ai bambini rifugiati e migranti di studiare e dare loro accesso a servizi sanitari e di altro tipo, di qualita'; Chiedere di intraprendere azioni sulle cause che spingono a movimenti di massa di migranti e rifugiati; Promuovere misure che combattano xenofobia, discriminazioni e marginalizzazione nei paesi di transito e di destinazione. Il rapporto Oim-Unicef "Harrowing Journeys- Viaggi spaventosi- Bambini e giovani migranti che attraversano il Mar Mediterraneo a rischio di tratta e sfruttamento" si basa principalmente sulle interviste condotte con 22.000 migranti in Italia, Grecia, Bulgaria, Ungheria, Serbia Slovenia e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Sono stati intervistati 11.000 adolescenti (14-17 anni) e giovani (18-24 anni), conclude l'Unicef.

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa