Cittadinanza, legge via dal calendario del Senato. "Ma non ci arrendiamo"

Il movimento “L’Italia sono anch’io”, insieme a “Italiani senza cittadinanza” e Rete G2, è dalle 14 in presidio sotto Montecitorio per protestare contro il nuovo rinvio della calendarizzazione della legge. Nel corso del sit-in la contestazione da parte di alcune persone appartenenti al Movimento Liberazione Italia

12 settembre 2017

Italiani senza cittadinanza, manifestazione 2 (12 settembre 2017)

ROMA - Nel calendario dei lavori dell'Aula del Senato di settembre non c'è più la legge di riforma della cittadinanza. É quanto emerge dalla Conferenza dei presidenti di Palazzo Madama che nel tardo pomeriggio di oggi ha stilato il programma del mese. “Hanno deciso di rinviare e questo per noi vuol dire che non vogliono votare la riforma sulla cittadinanza. C’è una responsabilità chiara, che è quella del Pd, il partito di maggioranza, che ha preferito guardare ai sondaggi piuttosto che alla vita di questi ragazzi”. Lo sottolinea Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci e portavoce della campagna “L’Italia sono anch’io”. Il movimento, insieme a “Italiani senza cittadinanza” e Rete G2 è dalle 14 in presidio sotto Montecitorio per protestare contro il nuovo rinvio alla calendarizzazione della legge che introdurrebbe lo “ius soli temperato” e lo “ius culturae”.

- Miraglia nel primo pomeriggio ha chiesto un incontro con i capigruppo di Sinistra Italiana, MDP e Pd ma – spiega – “Zanda è l’unico che non ci ha ricevuto. Quello che sappiamo è che il rinvio ci sarà ma, dopo quello che è successo a luglio (in cui hanno deciso di rinviare a dopo la pausa estiva) crediamo che ci sia rischio concreto di affossare il provvedimento. Noi comunque non ci arrendiamo : finché questo Governo sarà in carica continueremo a scendere in piazza”.

Il presidio è stato contestato da alcune persone appartenenti al Movimento Liberazione Italia, 5 o 6 in tutto, che hanno gridato “L’Italia agli italiani!”.
“Noi siamo italiani – ha risposto Queenia Pereira De Oliveira , della Rete G2 -. Io sono cresciuta qui, sono arrivata a Roma a 5 anni e ora ne ho 31. Ma non ho ancora la cittadinanza. Ogni giorno vivo sento di dovermi giustificare”.

In solidarietà con i ragazzi di seconda generazione sono scesi in piazza anche alcuni senatori, tra cui Monica Cirinnà e Sergio Logiudice del Partito Democratico, Filippo Civati di Possibile e Maria Cecilia Guerra di MDP. “Non ci basta la presenza in piazza – aggiunge Benedicta Djumpah, del movimento Italiani senza cittadinanza -, vogliamo di più, vogliamo che l’iter di questo provvedimento arrivi fino alla fine”. (e.c.)

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