La Toscana senza garante dell’infanzia: “A rischio i diritti dei minori”

Approda oggi in Consiglio regionale una mozione per chiedere il ripristino urgente di questa figura abolita. Succede soltanto in altre tre regioni italiane: Molise, Abruzzo e Sardegna

13 settembre 2017

FIRENZE – La Toscana è senza garante dell’infanzia. E’ una delle poche regioni italiane dove manca questa figura istituzionale, insieme a Sardegna, Abruzzo e Molise. Oggi in Consiglio regionale approda una mozione presentata da Paolo Sarti e Tommaso Fattori (Sinistra Italiana) che chiede il ripristino del garante, una figura fondamentale “per tutelare i diritti dei bambini”. In Toscana il Consiglio regionale sta lavorando all’accorpamento di tutti i garanti regionali. Quello per l’infanzia, attualmente, è l’unico che manca, e sono ormai due anni che la Toscana ne è sprovvista. “E’ molto grave – dice Sarti – perché in questo modo vengono meno i diritti di tanti ragazzi minori”.

- I lavori dell’ufficio del garante continuano, ma vengono a mancare i rapporti istituzionali tra il garante e i tribunali, le associazioni, le prefetture, i comuni, l’ordine degli psicologi e degli avvocati, gli ospedali. Per svolgere le funzioni del garante, la Toscana è stata di fatto commissariata all’Autorità nazionale.

“Presentiamo una mozione in Consiglio regionale – spiegano Sarti e Fattori - per chiedere la nomina urgente del Garante per l’Infanzia, una figura assente in Toscana oramai dal giugno del 2015. E’ una situazione grave, che ha paragone solo in altre tre regioni italiane. E' imbarazzante che debba essere l’Autorità nazionale a svolgere alcune delle funzioni del Garante toscano, in una sorta d’imbarazzante commissariamento 'de facto'. Pensiamo ad esempio ai compiti attribuiti al Garante dalla nuova legge sui minori stranieri non accompagnati, un fenomeno in crescita negli ultimi anni che vede 611 presenze sul nostro territorio”.

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