:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Volontari al telefono contro il disagio. "Felici di accogliere gli sfoghi della gente"

Parlano i volontari di "Voce Amica", la linea telefonica che dal 1964 offre un aiuto alle persone che hanno bisogno. Spesso chiamano persone frustrate e inascoltate: “Noi ascoltiamo tutti, anche a costo di essere offesi. Così le persone tornano a sentirsi vive”

15 settembre 2017

- FIRENZE – “Ci insultano, ci offendono, ci trattano male. Però a noi va bene così, le persone problematiche trovano uno sfogo, e noi siamo felici di poterlo accogliere, anche a costo di essere insultati”. Anche questo è volontariato, un volontariato atipico. Giorno e notte ad ascoltare i disagi degli altri. A volte gli altri sono persone sole, frustrate, aggressive, che cercano soltanto uno sfogo telefonico. 

Ad accoglierli c’è "Voce Amica", l’associazione fiorentina, nata nel 1964, che oggi conta oltre 70 volontari, 18-20mila telefonate l’anno e offre un servizio di aiuto telefonico 365 giorni l’anno, dalle 16 alle 6 del mattino. E il cui presidente, Marco Lunghi, spiega quello che succede nella stanza in cui arrivano le telefonate, un luogo segreto in un appartamento di Firenze: “La solitudine è il motivo principale per cui la gente ci chiama. Sono persone che hanno grandi difficoltà a intessere rapporti umani, spesso hanno una famiglia ma ritengono di non essere sufficientemente ascoltati”.

Quasi lo specchio della nostra società, dove l’arte dell’ascolto è una merce (e una dote) sempre più rara. “La notte – spiegano i volontari dell’associazione – è il momento in cui le chiamate sono più drammatiche. Persone sole che non riescono a dormire e cercano qualcuno dall’altra parte del telefono”. Spesso le stesse persone chiamano quattro o cinque volte al giorno. Spiega Lunghi: “E ci raccontano sempre la stessa storia, segno che nessuno li ascolta, segno che hanno problemi sociali. Noi li ascoltiamo, ascoltiamo chiunque, indipendentemente da quello che vuole dirci, e alla fine della telefonata succede spesso che queste persone non si sentano più fantasmi. Tornano a sentirsi vive”.

I volontari non possono dare consigli. “Noi ascoltiamo e basta, non possiamo dare consigli a chi non conosciamo, rischiamo soltanto di far loro del male, la nostra regola è l’empatia, cercare di mostrare attenzione verso quello che dicono, per dare valore alle persone”. E ancora: “Se qualcuno ci chiede un incontro, noi decliniamo l’invito, il nostro regolamento ce lo impedisce, noi vogliamo restare semplicemente una voce amica”.
Per diventare volontari, occorre seguire un corso che dura sei mesi. Il prossimo comincerà il 2 ottobre. 

La storia di 'Voce Amica' è stata raccontata nella collana 'Briciole' dal Cesvot, il Centro Servizi volontariato della Toscana (http://www.cesvot.it/documentazione/accogliere-il-disagio-al-telefono).

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa