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"Diritto di memoria", un premio ai diari e alla voce delle persone comuni

E' dedicata alla Costituzione italiana "riletta" nella voce delle persone comuni la 33esima edizione del Premio Pieve in programma dal 14 al 17 settembre a Pieve Santo Stefano (AR). Nel paese esistono un archivio con oltre 7500 documenti autobiografici e un museo interattivo e multisensoriale dedicato al diario

13 settembre 2017

Foto Piccolo museo del diario
Museo dei diari 1

ROMA - E’ un piccolo paese della Toscana a custodire la memoria di un popolo, la storia di una nazione attraverso la voce delle persone comuni. Siamo a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, dove nel 1984 è nato l’Archivio diaristico nazionale, una raccolta che nel corso del tempo si è arricchita fino a toccare le 7.500 unità, grazie ad autobiografie affidate ai più svariati supporti, da quelli “tradizionali” come manoscritti, lettere e cartoline a quelli digitali come le mail, fino ai più stravaganti. Uno dei pezzi forti della collezione è infatti un diario scritto su un lenzuolo.

Che l’archivio dei diari sia nato proprio a Pieve sembra un giusto risarcimento della storia, come racconta la direttrice, Natalia Cangi in un articolo di Danila Palumbo pubblicato su Scarp de’ tennisA questo paese infatti la memoria è stata strappata nel 1944, quando i tedeschi battendo in ritirata lo fecero saltare in aria, nel tentativo di rallentare l’avanzata degli Alleati verso Nord. Così quando il giornalista e scrittore milanese Saverio Tutino, 40 anni dopo, chiese di creare proprio lì una raccolta nazionale di memorie delle persone comuni, la proposta fu accolta con entusiasmo.

Foto Piccolo museo del diario
Museo dei diari 2

Tutino penso anche all’istituzione del Premio Pieve, di cui domani ricorre la 33esima edizione.  Dal 14 al 17 settembre, si succederanno incontri, dibattiti, presentazioni e spettacoli nell’atto conclusivo di un concorso che premia i diari più belli, non solo da un punto di vista letterario ma anche per il valore storico e l’originalità. L’edizione 2017 si intitola “Diritto di memoria” ed è dedicata ai 70 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione. Come si legge sul programma, le più importanti leggi costituzionali sono state poste in dialettica con alcune tra le più belle testimonianze conservate nell’archivio e le cronache della contemporaneità.

Il premio è la via principale attraverso la quale i diari arrivano all’archivio. Ma c’è anche un segmento per coloro che vogliono custodire le loro memorie senza partecipare al concorso. “Molti diari arrivano per posta. Ma tantissimi giungono nella modalità che a Pieve preferiscono – si legge nell’articolo – Quel meraviglioso pellegrinaggio di chi arriva e consegna in mani sicure il proprio manoscritto. O quello di un parente. Di un amico. Di un padre. O di sconosciuti”.

Foto Piccolo museo del diario
Museo dei diari 3

Ma chi vuole fare un viaggio in questa memoria collettiva raccolta e preservata, e ascoltare i dolori e le gioie di un umanità in cerca di un po’ di eternità non deve aspettare i quattro giorni del premio. A Pieve Santo Stefano esiste infatti il Piccolo museo del diario, un intenso percorso multisensoriale e interattivo che guida il visitatore attraverso le scritture delle persone comuni che hanno raccontato la storia d’Italia da un punto di vista assolutamente inedito. Entrando il visitatore si trova di fronte a cassetti, oggetti parlanti, ticchettii, suoni e immagini di memorie che arrivano dal passato, mischiando generi, epoche, sensazioni e sentimenti. Due stanze si distinguono dalle altre per potenza narrativa e invenzione di scrittura. Quella del cantoniere  ragusano autodidatta Vincenzo Rabito e quella della contadina mantovana Clelia Marchi che non avendo più carta e avendo perduto l’amato si mise a scrivere sul lenzuolo più bello del suo corredo matrimoniale. Per info: https://www.piccolomuseodeldiario.it/

Foto Piccolo museo del diario
Museo dei diari 4

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