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Per chi votare? Per chi mira all’armonia di tutti i cittadini, senza distinzioni

In Italia si sta accelerando il clima di campagna elettorale. Ognuno ha una propria idea: se non andare, se è indeciso, se è convinto e se addirittura è promotore di una qualche parte. L’esempio buono è quello di un Comune. L’analisi di don Vinicio Albanesi (Comunità di Capodarco)

14 settembre 2017

In Italia si sta accelerando il clima di campagna elettorale. Prima la Sicilia e poi – non sappiamo quando, ma a breve – le elezioni politiche generali. Ognuno ha una propria idea: se non andare, se è indeciso, se è convinto e se addirittura è promotore di una qualche parte.
Credo che una caratteristica di base possa essere la domanda: qual interessi tutelerà chi andrà al governo? La risposta base che può aiutare è: voterò chi tutela gli interessi di tutti e non gli interessi di alcuni. Esiste però un partito, una coalizione capace di tutelare gli interessi di tutti?

L’esempio buono è quello di un Comune: il Sindaco e la sua giunta sono chiamati a governare la città. La città richiede una serie di scelte, di priorità, di interventi. Così per la nazione intera.
E’ vero che non esiste un partito e una coalizione – altrimenti che consenso avrebbe – che possano offrire un progetto generalista. Nella pratica di amministrazione le scelte sono necessarie. L’attenzione a tutti è però necessaria. Ogni territorio ha le sue virtuosità e le sue problematicità. Importante è non “privilegiare” alcuni a svantaggio di altri.

Le categorie forti hanno più capacità di pressione e di ascolto. Un buon amministratore deve avere la capacità di gestire la città tutta intera.
Le scuole, gli ospedali, le vie, i marciapiedi, lo sport e le manifestazioni turistiche, ma anche l’approvvigionamento di acqua, la rete fognaria, i parcheggi e le case popolari. In modo esplicito il governo del territorio ha bisogno di un’attenzione a tutto tondo.
Il consenso allora diventa generale perché gli elettori percepiscono di non essere dimenticati, anche se le risorse sono limitate e gli impegni esigono tempi e attesa.

Il progetto politico deve – per definizione - portare all’equilibrio e all’armonia tutti i cittadini e le cittadine. Se non fosse un’eresia un Sindaco o un capo di governo potrebbero essere paragonati a un padre e a una madre che accudiscono tutta la famiglia: i membri forti e quelli più deboli.
Sembra un’utopia o una ingenuità. Al di là delle apparenze la sostanza rimane. Un buon approccio al governo richiede la tutela di ognuno sia giovane o vecchio, istruito o senza istruzione, ricco o povero.
Purtroppo non sempre è così; da qui la difficoltà delle scelte. Non partecipare è un errore. Invocare i salvatori della patria altro errore. Chiedersi se l’attenzione è rivolta tutti è un buon approccio.

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