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Febbre Chikungunya, la Toscana in soccorso del Lazio

La Toscana si mobilita per l'emergenza sangue in Lazio. Il Centro Regionale Sangue ha inviato una mail alle direzioni di tutte le aziende chiedendo di "adoperarsi con tutti i mezzi disponibili a incentivare il numero di donazioni"

14 settembre 2017

FIRENZE - La Toscana si mobilita per l'emergenza sangue in Lazio. Il Centro Regionale Sangue (CRS) ha inviato una mail alle direzioni di tutte le aziende chiedendo di "adoperarsi con tutti i mezzi disponibili a incentivare il numero di donazioni" per supportare la carenza di sangue che si sta verificando in Lazio. Intanto, dalla Toscana sono già state inviate in Lazio 50 unità di sangue 0 positivo (25 quelle previste dalla scorta maxi-emergenze, più altre 25).

- In seguito ai casi di Chikungunya provocati da zanzare infette a Roma e Anzio, il Centro Nazionale Sangue e la Regione Lazio hanno deciso di bloccare le donazioni per chi risiede nella Asl 2 di Roma (1.200.000 persone). Una decisione che ha ripercussioni su tutto il territorio nazionale. Infatti il Centro Nazionale Sangue ha dato disposizione a tutti i Centri Sangue Regionali di supportare la Regione Lazio alla stregua di una maxi-emergenza: il fabbisogno stimato risulta essere di 200-250 unità di globuli rossi al giorno.

"Una necessità - si legge nella lettera inviata dal Centro Regionale Sangue della Toscana alle aziende - che va a sommarsi alle richieste quotidiane da parte delle strutture della Toscana, che già si trovano in una situazione di carenza". Le indicazioni del CRS sono quelle di "adoperarsi con tutti i mezzi disponibili ad incentivare il numero di donazioni e a gestire il supporto trasfusionale stabilendo le priorità, attivando quanto previsto dalle procedure aziendali in caso di carenza sangue". Quindi il CRS chiede a tutte le direzioni sanitarie di "supportare i servizi trasfusionali in questo momento di gravissima carenza, facilitando quanto possibile tutte le attività che possano incrementare la raccolta e la disponibilità di emazie". E anche di "programmare le attività elettive con anestesisti e chirurghi, al fine di garantire l'assistenza in emergenza urgenza e per le prestazioni salvavita".

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