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Colomba per la pace alla campagna per la messa al bando delle armi nucleari

Assegnato il premio 2017 promosso promosso dall’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo a Lucia Goracci, Nancy Porsia e Michele Rech “Zerocalcare” per la sezione giornalisti. Iacona "È ora di rimettere in piedi il fronte pacifista"

16 settembre 2017

ROMA - Lucia Goracci (RaiNews24), Nancy Porsia (freelance da Tunisi) e Michele Rech “Zerocalcare” (graphic novelist): sono loro i vincitori del Premio Archivio Disarmo – Colombe d’oro per la pace per la sezione giornalisti. Mentre la Colomba Internazionale 2017 è stata conferita alla Campagna Internazionale per la messa al bando delle armi nucleari. Premiazione il 10 ottobre per questo riconoscimento promosso dall’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo, con il sostegno di Legacoop e di altre cooperative ad essa aderenti, dedicato assegnato ogni anno ai giornalisti e alle personalità internazionali che più si sono distinte nel promuovere i temi della pace, della gestione nonviolenta dei conflitti e della cooperazione internazionale. Quest’anno la giuria chiamata a selezionare i candidati e assegnare le Colombe è formata da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta. 

-“"In queste ore il mondo guarda con il fiato sospeso alla crisi nordcoreana che, senza una soluzione politica, può rapidamente degenerare dando vita a un cataclisma dalle proporzioni inimmaginabili. – si legge in una nota - Al di là delle responsabilità della dittatura di Kim Jong-un e dell'inerzia mostrata dalla comunità internazionale negli ultimi 25 anni (quando ancora l'acquisizione illegale dell'atomica da parte della Corea del nord poteva essere fermata dalla diplomazia), il problema di fondo rimane la disponibilità di una tecnologia che, come quella nucleare, è una spada di Damocle sulla testa dell'umanità”.  I promotori ricordano che il 7 luglio scorso a New York, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il Trattato per la proibizione delle armi nucleari con 122 favorevoli, 1 contrario e 1 astenuto. Hanno votato a favore 4 paesi membri dell'Unione europea (Austria, Irlanda, Malta, Svezia), mentre non hanno preso parte al voto i restanti membri della Ue, tra cui l'Italia. Il prossimo 20 settembre si aprono le firme al Trattato da parte dei singoli Stati. Quando i parlamenti di 50 Stati avranno ratificato la firma apposta dai propri governi, entrerà in vigore il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

“Dobbiamo impegnarci tutti, come cittadini e come persone, per fermare l'arma nucleare, uno strumento di distruzione a cui molti paesi non riescono a rinunciare, pur sapendo che gli effetti sarebbero catastrofici e autodistruttivi. Ecco perché l'Italia deve aderire al bando promosso dall'ONU", sottolinea Dacia Maraini spiegando la decisione della Giuria di premiare Ican. Mentre Andrea Riccardi sottolinea come dopo molti decenni, si materializza lo spettro della guerra nucleare. “Una nazione isolata e impenetrabile, la Corea del Nord, potrebbe causare una catastrofe atomica. Che fare? La guerra non è mai l'unica opzione. Ci sono la Cina e la Russia, c'è quello che una volta si sarebbe detto il concerto delle nazioni: quel "telefono rosso" che durante la guerra fredda permise comunque di comunicare. E poi la scelta saggia di ridurre gli arsenali militari, secondo il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, che è stato e rimane una pietra miliare nella costruzione della pace mondiale”.

“Un altro, ennesimo missile della Corea del Nord è volato sopra i cieli del Giappone e all’indomani di dichiarazioni terribili, mai ascoltate prima, da parte dei dirigenti di quel Paese che parlano di annientamento, distruzione, riduzione in cenere. – spiega Riccardo Iacona - È ora di svegliarsi e di rimettere in piedi quell’ immenso fronte pacifista che dagli anni ’60 in poi è stato il grande protagonista della fine della guerra fredda. Rimettiamoci in cammino, prima che sia troppo tardi”. 

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