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Toscana, 5 mila volantini per informare sulla fibromialgia

Un opuscolo divulgativo è stato diffuso tra i dipendenti della Regione per sensibilizzare su questa malattia poco conosciuta ma che affligge in Italia circa 3 milioni di persone. Iniziativa promossa Comitato fibromialgici uniti con l’aiuto dell’assessorato regionale alla salute

18 settembre 2017

- FIRENZE - Un opuscolo divulgativo, distribuito a tutti i dipendenti della Regione Toscana, per informare tutti i dipendenti dell'ente su sintomi, cause e cure della fibromialgia, una malattia poco conosciuta ma che affligge in Italia circa 3 milioni di persone. E’ l’iniziativa ideata e promossa dai rappresentanti lavoratori per la salute e sicurezza della Regione Toscana in collaborazione con il Comitato fibromialgici uniti, che grazie al supporto della Regione, ha diffuso circa 5mila opuscoli informativi tra i dipendenti regionali e non solo. 

Un’iniziativa che ha permesso di individuare il numero dei lavoratori affetti dalla malattia (in stragrande maggioranza donne), presupposto indispensabile affinché si possano individuare le necessarie tutele nell’ambito dell'attività lavorativa, contribuendo anche a farli uscire dal loro stato di isolamento.

La fibromialgia è una sindrome dolorosa cronica che colpisce i muscoli, i tendini, le fasce, il tessuto adiposo sottocutaneo e la cute, caratterizzata dalla presenza di punti elettivi di dolore chiamati “tender points”. Oltre a dolore e stanchezza, il paziente affetto da fibromialgia dorme male: ha un sonno superficiale, tende a svegliarsi una o più volte nel corso della notte e, in molti casi, incombe a risveglio precoce, molto prima che suoni la sveglia. Studi recenti hanno dimostrato che l'incidenza della malattia è in forte aumento, e sta aumentando anche la percentuale degli ammalati maschi; si stanno rilevando anche dei casi di adolescenti affetti.

A scatenare questa patologia sono spesso traumi psicologici o fisici. I disturbi causati dalla fibromialgia comprendono, tra gli altri: dolore alla colonna vertebrale o alle articolazioni periferiche, rigidità articolare, sindrome dell’intestino irritabile, emicrania, astenia, ansia, crisi di panico, depressione, nausea, vertigini. Tutto diventa difficile, anche alzarsi dal letto la mattina per andare a lavoro. La compatibilità della malattia con il lavoro è, in sé, un grosso problema: per esempio, ci sono tantissime donne affette da fibromialgia che abbandonano la propria attività lavorativa perché hanno difficoltà a conciliare il lavoro con le esigenze di cura della famiglia.

Il comitato fibromialgici uniti ha lanciato una petizione al livello nazionale per chiedere allo Stato il riconoscimento di queste patologie e per prevedere la parziale esenzione dal pagamento dei ticket e dei farmaci eventualmente prescritti per la loro cura. Al momento sono circa 32mila le firme raccolte. 

"Come Regione Toscana - diha detto l'assessore reigonale al diritto alla salute Stefania Saccardi - sosteniamo la battaglia del CFU per il riconoscimento della fibromialgia e di altre malattie poco conosciute e sottodiagnosticate. Sia io che i dirigenti del mio assessorato abbiamo incontrato i rappresentanti del CFU e ascoltato le loro storie e le loro ragioni. Vogliamo che queste persone non si sentano sole e assicuriamo loro sostegno e assistenza, come facciamo con tutti i pazienti che soffrono di malattie rare".

 

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