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"Matti per il calcio", in campo per la salute mentale

Persone con disagio mentale, medici e infermieri si affronteranno nell’undicesima edizione del torneo di calcio organizzato dalla Uisp a Montecatini Terme. Ecco le storie dei calciatori

20 settembre 2017

Matti per il calcio 2017 - 3

FIRENZE – Persone con disagio mentale, medici e infermieri scenderanno in campo da giovedì a domenica nello stadio comunale di Montecatini Terme (Pt) per ‘Matti per il calcio’. Il calcio d’inizio verrà dato giovedì 21 settembre alle 16.30 e inizieranno a giocare le prime otto squadre sui quattro campi disegnati nello stadio “Daniele Mariotti”. Da quel momento si susseguiranno partite no-stop di quaranta minuti, venti minuti per tempo. Sabato 24 settembre si terrà la giornata conclusiva, con tutte le squadre impegnate e alle 10.30 si disputeranno le finali. A seguire, le premiazioni e la cerimonia di chiusura. L’obiettivo dell’XI Rassegna nazionale dei Centri di salute mentale organizzata dall’Uisp è quello di mettere in fuorigioco discriminazione e pregiudizio.  E il calcio, ancora una volta, può dimostrare di essere valore sociale e integrazione.

- Lo confermano le storie e le testimonianze dei molti protagonisti che scenderanno in campo. “Pignatta” è il soprannome di Max Elio, per via del suo cognome Calderon, che in genovese si dice appunto pignatta: ha 40 anni, il suo idolo è Farfan, attaccante peruviano, ha una disabilità fisica che non gli permette di giocare a lungo ma lui fa finta di niente. E poi Bernardo, anche lui di Genova, 50 anni, ha frequentato l’Università poi in seguito a un problema psichiatrico sorto da ragazzo ha subìto un forte isolamento sociale. Il calcio è stata la prima attività riabilitativa che ha scelto, all’inizio era un po’ aggressivo, poi si è integrato ed ora è il capitano della squadra e cura l’orto all’interno del centro Basaglia. Giuseppe di Ragusa ha 30 anni e gioca a calcio con l’Uisp da circa sei: è un paziente psichiatrico che è partito da terapie farmacologiche importanti e ora, anche grazie allo sport e al calcio, ha abbassato i dosaggi delle medicine, è riuscito ad aprirsi e a tornare a casa, dove vive con la madre, lasciando finalmente l’ospedale. Tante storie simili e così diverse, che si riuniscono nell’occasione di Matti per il calcio.

Matti per il calcio 2017 - 2

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