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Migranti, si cercano insegnanti d'italiano volontari

Nel 2016 sono stati 350 gli adulti che hanno frequentato i corsi del Centro Poggeschi di Bologna. Tra loro migranti ospiti dei centri di accoglienza e stranieri in Italia per studio o lavoro. A insegnare 60 volontari e tirocinanti dell’università. “Molte le richieste per minori, soprattutto stranieri soli, ma è la scuola che dovrebbe farsene carico”

21 settembre 2017

- BOLOGNA – Incontro, reciproca conoscenza, accoglienza attraverso l’insegnamento della lingua italiana. È l’obiettivo dei corsi di italiano per migranti adulti dell’associazione ApriMondo Centro Poggeschi. Attiva dagli anni Novanta, la scuola ha attualmente sede nella Biblioteca comunale del Centro Cabral ma tiene lezione anche in Sala Borsa e alle biblioteche Ruffilli, Borges e delle donne (in quest’ultima si tiene ‘Il tè delle donne’: conversazione su temi femminili promosso da un gruppo di signore marocchine) e oltre alle lezioni organizza gruppi di lettura e di conversazione. “I nostri corsi sono gratuiti e non chiediamo documenti – spiega Francesca Isaia, coordinatrice dell’associazione – perché crediamo che sia un diritto di tutti poter imparare la lingua del Paese in cui vive”. Nel 2016 sono state 350 le persone che li hanno frequentati (22/25 classi da 12/15 persone l’una al massimo con anche 2 o 3 insegnanti), A insegnare italiano ci sono una sessantina di volontari, “ex insegnanti in pensione, ma anche bibliotecari o ingegneri”, e tirocinanti dell’Università (l’associazione ha una convenzione con le Facoltà di Lettere e di Lingue). Il 9 ottobre i corsi ripartono e ApriMondo cerca insegnanti volontari.  

Tra chi frequenta i corsi di ApriMondo ci sono ospiti dei centri di accoglienza (cittadini e del territorio provinciale), in gran parte provenienti da Paesi africani, e stranieri in Italia per studio, lavoro o motivi familiari, di provenienza diversa (Sud America, Stati Uniti, Francia, Ucraina, Pakistan), alcuni anche altamente scolarizzati. “Tra i migranti dei centri di accoglienza, tutti giovani, molti sono analfabeti e gli insegnanti li seguono uno per uno – spiega Isaia – Spesso anche l’approccio psicologico è difficile perché hanno tutti storie drammatiche. E poi non tutti sono propensi a imparare, alcuni vedono il corso come una costrizione perché non hanno un progetto di vita nel nostro Paese. Alla fine dell’anno però tutti hanno fatto progressi e la festa con la consegna degli attestati è una gratificazione per il lavoro fatto”. Tra le difficoltà, va segnalato il fatto che solo da alcuni anni c’è disponibilità di materiale didattico pensato per analfabeti adulti, “e spesso gli insegnanti hanno dovuto utilizzare materiale realizzato per i bambini, pur lavorando con adulti, anche se analfabeti”. ApriMondo non accetta studenti Erasmus: “Perché crediamo che l’insegnamento dell’italiano per loro sia compito dell’università, le richieste però arrivano lo stesso perché spesso i corsi dell’ateneo sono pieni – continua la coordinatrice – Un anno abbiamo anche provato a far partire corsi per Erasmus ma è stato complicato: durante le sessioni d’esame le classi si svuotavano e gli studenti andavano via a metà anno”. I corsi di ApriMondo seguono, infatti, l’anno scolastico: iniziano a ottobre e terminano a maggio. 

I corsi sono rivolti a persone adulte, ma ApriMondo riceve molte richieste anche per minori. “Per statuto non possiamo accogliere minorenni nei nostri corsi, perché riteniamo che debba essere la scuola a farsene carico – continua Isaia – ma ci arrivano tante richieste da case famiglia e centri per minori stranieri non accompagnati. È un problema”. I Msna presenti in Italia hanno in gran parte tra i 16 e i 17 anni, e l’obbligo scolastico nel nostro Paese finisce a 16 anni, “ma anche se frequentano la scuola, spesso non ci sono percorsi specifici per insegnare loro la lingua”. (lp) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: migranti, italiano per stranieri

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