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Firenze, i muri del centro d’accoglienza diventano murales

Festeggia due anni il centro di accoglienza Slataper e lo fa trasformando le mura del proprio centro in murales che raccontano la libertà, il viaggio e l’integrazione

22 settembre 2017

I murales di Slataper 1

FIRENZE - Festeggia due anni il centro di accoglienza Slataper (in via Slataper a Firenze) e lo fa trasformando le mura del proprio centro in murales che raccontano la libertà, il - viaggio e l’integrazione “a simboleggiare il movimento delle persone e delle idee” come spiega Paola Caucci, l’artista grafica autrice dei murales. Il centro, nato nel 2015, è una struttura di assistenza e integrazione delle persone più svantaggiate: dalle famiglie in condizioni di precarietà economica, ai single con figli in forte disagio abitativo, dagli anziani rimasti soli fino ai richiedenti asilo. Il primo anno sono state accolte quasi 150 persone, un centinaio nel 2017 le persone che hanno abitato nell’edificio e hanno vissuti gli spazi comuni, la cucina, la sala mensa, la sala con spazio biblioteca e tv e la lavanderia.

Slataper è gestito dalla Cooperativa Il Cenacolo, aderente al gruppo cooperativo Co&So. E’ un sistema di accoglienza integrato che prevede la coesistenza di quattro progetti all’interno della stessa struttura, per ogni ospite sono concordati percorsi di autonomia con i servizi sociali territoriali o percorsi di integrazione.

I murales di Slataper 2

“Il numero di persone che vivono in condizione di precarietà economica e abitativa aumenta, sono persone appena arrivate in Italia o che in Italia ci sono nate e sono tutte accomunate da una fragilità economica e sociale che minano il loro percorso di integrazione – spiega il direttore del centro, Andrea Ricotti - Con Slataper abbiamo dimostrato che è possibile far coabitare persone molto diverse. A volte pensiamo Slataper come un condominio sociale più che ad un centro di accoglienza. Ogni piano della nostra struttura porta avanti un progetto autonomo, che ha come scopo quello di far uscire gli ospiti da una situazione di disagio, ma a questo si aggiunge la bellezza di vedere quali collaborazioni si creano tra i “piani diversi”, tra le persone, tra italiani e stranieri. L’obbiettivo che da questo 2017 portiamo avanti, anche attraverso la realizzazione dei murales è quello di aprire sempre più Slataper alla città”.

 

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