:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Sognatori, ma realisti: così i volontari trasformano la Terra dei fuochi

La ricerca “Storie di volontariato” del Csv Assovoce di Caserta fa emergere, senza retorica, gli aspetti emozionali di un movimento che ha compiuto in questi anni una “rivoluzione silenziosa” in un territorio più noto per le cattive notizie che per storie di speranza

25 settembre 2017

- Angelo ha folti boccoli bianchi e basette insolenti che denunciano il suo passato da musicista giramondo. Enzo ha un sorriso rassicurante, ma nei suoi occhi si accende una scintilla quando racconta le sue marachelle di gioventù. L’uno sognava la quiete di un lavoro sicuro (uno stabilimento turistico a Castel Volturno negli anni del suo boom balneare); l’altro sfidava l’autorità con l’irruenza del ragazzo di buona famiglia solo apparentemente libero. Sono Angelo Luciano ed Enzo De Lucia, due dei protagonisti di “Storie di Volontariato”, la ricerca che il Centro di servizio per il volontariato “Asso.Vo.Ce.” di Caserta ha condotto negli scorsi mesi interpellando oltre settanta volontari della provincia: un piccolo esercito che si è fatto protagonista negli anni di una “rivoluzione silenziosa”, che sta radicalmente trasformando un territorio spesso più noto per le cattive notizie che per storie di speranza.

Le emozioni del volontariato
Obiettivo della ricerca – accompagnata da una campagna di comunicazione e da un concorso fotografico – era tracciare un ritratto del volontariato più ricco di quanto le indagini numeriche riescano a fare: raccontando le emozioni, ma senza la retorica che spesso accompagna i racconti sociali. Storie semplici, ma anche di impatto: come quelle di Angelo e Luciano, rispettivamente fondatore del Centro Laila (una comunità che ospita oltre 60 bambini abbandonati) ed Enzo De Lucia, presidente e anima del Servizio Volontariato Giovanile, una delle più grandi associazioni di protezione civile presenti nel Casertano. Due uomini normali, che si sono trovati davanti eventi inattesi – per Angelo, la scoperta della miseria in cui vivevano gli abitanti di Castel Volturno; per Enzo, la possibilità di abbandonare la vita del “cattivo ragazzo” e dedicarsi agli altri – e hanno potuto cambiare la propria vita e quella degli altri.

Storie di volontariato - Csv Caserta 1

Cambiamento, volontà, desiderio Ed è proprio “cambiamento” una delle parole che ricorre più spesso nei discorsi dei volontari, insieme ad altri termini (volontà, desiderio, appartenenza) che hanno fortemente caratterizzato la ricerca. “In effetti, - spiega Camillo Cantelli, presidente di Asso.Vo.Ce, - anche noi abbiamo voluto fare nostra la parola cambiamento, lavorando a questa ricerca. Un cambiamento di prospettiva, innanzitutto: la ricerca, infatti, pur partendo da basi metodologiche rigorose, non si limita a una semplice descrizione quantitativa del volontariato; rende con vividezza quello che il volontario prova mentre è all’opera. Un lavoro complesso, ma siamo soddisfatti del risultato”.

Il cambiamento è una costante anche nella vita di Camillo, che al proprio ruolo di presidente del CSV unisce la presidenza nazionale di Arciragazzi (“un’associazione che ho conosciuto ai tempi dell’università, e che ha completamente deragliato la mia vita”) ed uno dei lavori più pragmatici del mondo (è un geologo). Piedi ben piantati per terra, ma mani pronte all’azione: questa è la caratteristica comune di Camillo e di tutti i volontari intervistati, che uniscono alla capacità di sognare in grande un sano realismo.

Volontariato come reazione a un trauma È il caso di due volontarie, Maria Luisa Ventriglia (Associazione Gianluca Sgueglia) e Argia dell’Aquila (ACPH), che partendo da una pratica del volontariato quasi improvvisata, e in entrambi i casi legata ad eventi drammatici (per Maria Luisa la morte del figlio, per Argia la gravissima disabilità del proprio bimbo appena nato), sono riuscite a costruire un’importante rete di solidarietà con risultati tangibili. Maria Luisa ha da poco inaugurato una fondazione intitolata al figlio Gianluca, che finanzierà progetti di studio sulle encefalopatie; Argia, sfruttando la passione del figlio per la musica, ha ideato un metodo didattico innovativo per insegnare a leggere a bambini con disabilità gravi, attirando la curiosità della comunità scientifica.

Storie di volontariato - Csv Caserta 2

Da Terra dei fuochi a Terra dei talenti Le storie raccolte dal CSV arricchiscono e spesso superano la narrazione collettiva che caratterizza il Casertano. La “Terra dei fuochi” nota alla cronaca, il luogo dilaniato dalla camorra del quale si legge quotidianamente, cedono il passo ad esperienze di rinascita territoriale dove, accanto alla generosità di chi ha reso possibile il cambiamento, appaiono evidenti la lungimiranza e la capacità di guardare lontano dei protagonisti di queste storie. Emblematica è la storia del Casale di Teverolaccio, gemma architettonica dimenticata nel cuore di Succivo e riscoperta da un gruppo di cittadini volenterosi: oggi “La Tipicheria”, il locale creato all’interno della struttura, è una delle eccellenze campane della ristorazione e offre concrete opportunità lavorative a persone in condizioni di disagio. Un successo tutto di Antonio Pascale e dei volontari di Legambiente Geofilos, che con studio e dedizione sono riusciti a vincolare il territorio circostante a un bene monumentale quale il Casale di Teverolaccio e da lì a restituirlo alla comunità. (Diana Errico)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa