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Dagli errori si impara: ragazzi autori di reato messi alla prova restaurando panchine

Sulle panchine di piazza Galilei, ripulite in sei mesi da 12 giovani autori di reato, sono state incise frasi celebri relative agli errori che si commettono nella vita, tra cui: “Non saper rimediare a un errore è cosa peggiore dell'errore stesso”; “L'unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla”

27 settembre 2017

Ragazzi restaurano panchine

- FIRENZE – “Non saper rimediare a un errore è cosa peggiore dell'errore stesso”; “L'unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla”; “Gli errori sono il solito ponte tra inesperienza e saggezza”. Sono soltanto alcune frasi celebri relative agli errori che si commettono nella vita. Queste e altre frasi sono state incise su quindici panchine nel piazzale Galilei a Firenze. A inciderle, durante il restauro delle panchine, sono stati i ragazzini autori di reati.

Nello specifico, tutto il lavoro di pulitura e di restauro delle panchine, durato circa sei mesi, è stato compiuto da 12 giovani italiani e stranieri dai 17 ai 22 anni, che hanno compiuto reati di droga e furti e che sono stati messi alla prova con provvedimento del Tribunale di Firenze. Una positiva valutazione di questa potrebbe valere l’annullamento della condanna. L’operazione, realizzata col determinante contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, è stata resa possibile dall'importante lavoro svolto dalle Associazioni Apab e Aleteia in stretta collaborazione col Comune di Firenze.

L’iniziativa conclude la fase sperimentale del progetto MeF, ideato dalle associazioni fiorentine Aleteia e Apab per aumentare l’efficacia della giustizia alternativa e realizzato anche in questo caso col determinante contributo della Fondazione CR Firenze. Esso consiste nell’ attivazione di percorsi riparativi e di responsabilizzazione della persona che potrebbero portare ad una possibile diminuzione della recidiva attraverso una metodologia integrata di mediazione, riparazione e formazione di soggetti in esecuzione di pena. Solo in Toscana il bacino di utenza interessato si aggira attorno alle 2.000 persone tra adulti e minori in esecuzione pena e in messa alla prova. 

 

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