:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Persi 6 milioni di donatori, ma nel non profit raccolte fondi in ripresa

Dal 2005 cala il numero dei donatori attivi, ma i trend delle entrate del non profit vanno nel senso opposto. Lo scenario presentato in occasione del Giorno del dono dall’Istituto italiano della donazione, Gfk Italia e Osservatorio Pavia. "Boom di attenzione dei tg sul tema donazioni per via del terremoto del Centro Italia"

04 ottobre 2017

- ROMA - In dodici anni persi più di 6 milioni di donatori in Italia, ma negli ultimi anni le raccolte fondi nel non profit tengono, anzi sono in ripresa. È quanto emerso durante la conferenza “Gli italiani e le donazioni: quale futuro?” tenutasi questa mattina presso la sala stampa della Camera dei deputati e organizzata dall’Istituto italiano della donazione in occasione dell’odierna ricorrenza del Giorno del dono, un appuntamento che in questi giorni ha visto più di 150 iniziative in tutta Italia, con oltre 500 realtà aderenti. A fare il quadro della situazione Edoardo Patriarca, presidente dell'Istituto italiano della donazione (Iid), il segretario generale dell'Iid Cinzia Di Stasio, il vice presidente di Gfk Italia Paolo Anselmi e Giovanni Sarani dell'Osservatorio di Pavia. Ad aprire i lavori un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “L’Italia vanta uno straordinario patrimonio di volontariato - si legge nel messaggio -, sostenuto da tante associazioni di diversa matrice e dalla generosa adesione di un gran numero di persone che quotidianamente dona la propria opera e contribuisce a migliorare la vita di tutti noi e il nostro stesso modello sociale. Chi sperimenta l’azione concreta di solidarietà coltiva la speranza di un mondo migliore e contagia con questi suoi sentimenti il mondo che lo circonda”. 

Donazioni infografica 1

Dal 2005 abbiamo 6 milioni di donatori in meno. La crisi economica, quindi, non ha risparmiato i donatori che dal 2005 ad oggi sono diminuiti, come ha spiegato il vice presidente di Gfk Italia Paolo Anselmi. Secondo l'indagine realizzata per il Giorno del Dono 2017 da Gfk Italia, l'effetto della crisi sulle donazioni si è fatto sentire: si parla di una perdita di circa 6 milioni di donatori dal 2005. Se oggi circa il 19 per cento degli italiani con più di 14 anni ha fatto una donazione nell’ultimo anno, nel 2005 erano il 31 per cento e il trend in tutti questi anni è stato quasi sempre negativo e mai positivo. Un calo riscontrato quasi in tutte le cause supportate. A perdere maggiormente sono le emergenze umanitarie, seguite dalla ricerca medico-scientifica e gli aiuti contro la povertà e per i paesi poveri, mentre crescono l’assistenza ai malati, la protezione degli animali e dell’ambiente e la tutela del patrimonio. Questo perché, ha spiegato Anselmi, “la crisi ha spostato la sensibilità delle persone in aree più prossime”. Secondo le ricerca di Gfk Italia, inoltre, calano i medi e i piccoli donatori (fino a 100 euro), mentre tengono i medio grandi (da 101 a 200 euro) e crescono quelli che donano più di 200 euro all'anno. Gli italiani, inoltre, scelgono sempre più una sola causa a cui destinare le proprie donazioni. Il 42 per cento dei donatori sostengono un solo ente, il 27 due organizzazioni e il 31 tre o più organizzazioni. I trend però, parlano di un calo di donatori donatori multipli e un aumento quelli che si dedicano ad una sola realtà. 

Raccolte fondi in ripresa tra le organizzazioni del non profit. Sebbene il numero dei donatori non abbia ancora visto una inversione nei trend, sul fronte delle organizzazioni del non profit italiano arrivano segnali incoraggianti e parlano di una ripresa delle raccolte fondi. Secondo lo studio realizzato dall’Iid, infatti, il 36 per cento delle organizzazioni non profit ha aumentato le proprie entrate totali nel 2016, mentre il 42 per cento non ha registrato nessun cambiamento sostanziale. Solo il 22 per cento ha diminuito le proprie entrate: erano il 27 per cento nel 2014. “Negli ultimi tre anni la crescita delle entrate totali si è stabilizzata - spiega Cinzia di Stasio -. Tuttavia il 2016 conferma il trend positivo: diminuiscono ancora le organizzazioni che hanno entrate inferiori all’anno precedente e aumentano del 5 per cento quelle che migliorano le proprie performance”. Le fonti di entrata da cui le organizzazioni del non profit raccolgono di più sono ancora i privati cittadini (il 58 per cento). Seguono le aziende (13 per cento), fondazioni e enti di erogazione (10 per cento), il 5 per mille (l’8 per cento), la pubblica amministrazione (5 per cento), le fondazioni di origine bancaria (3 per cento) e le fondazioni di impresa (il 3 per cento). Dal punto di vista degli strumenti, invece, poche le novità: gli strumenti tradizionali sono ancora quelli più redditizi, mentre crolla il face to face dal 13 al 3 per cento. Aumentano, infine, le organizzazioni che hanno ricevuto almeno un lascito testamentario nel 2016, passando al 23 per cento, a conferma che quello dei lasciti rappresenta un ambito di notevole sviluppo per le raccolte fondi. 

Donazioni infografica 2

Cresce l’attenzione dei telegiornali sui temi del dono, ma molto è dovuto agli ultimi terremoti. Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio di Pavia su oltre 50 mila notizie trasmesse dai tg di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7, infatti, da luglio 2016 e giugno 2017 quasi una notizia su cento ha riguardato questo tema: sono state 611, l’1,21 per cento delle notizie totali, mentre nei due semestri precedenti era lo 0,35 per cento. “Rispetto ai dato registrato lo scorso anno,l’attenzione complessiva per i temi del dono e del volontariato è decisamente aumentata - si legge nel report dell’Osservatorio - e le notizie pertinenti sono tre volte superiori alle notizie rilevate durante l’anno precedente. Il motivo di questo improvviso e significativo aumento di attenzione è da attribuire soprattutto alla grande mobilitazione collettiva a favore delle vittime del terremoto in Italia centrale”. Oltre la metà delle notizie sul tema del dono (56,8 per cento), infatti, riguarda donazioni in aiuto alle vittime di crisi ed emergenze umanitarie, rappresentate quasi esclusivamente dal sisma in Italia centrale. Al secondo posto in si collocano le attività destinate ai soggetti che vivono situazioni di disagio sociale in Italia (14,1 per cento). Segue il tema della salute e della ricerca scientifica (12 per cento) e infine quella su migranti e cooperazione internazionale che rappresenta il 10 per cento circa dell’attenzione. Ad una certa distanza le tematiche ambientali  a cui va solo il 2 per cento.(ga)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa