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"Oltre gli orrori del Forteto", la vita delle vittime dopo i maltrattamenti

Martedì 10 ottobre il convegno per fare il punto sul progetto a sostegno dei giovani e degli adulti che hanno subito abusi nella comunità in Mugello

06 ottobre 2017

FIRENZE - Un percorso lungo due anni con le 40 persone che hanno subito gli orrori del Forteto. Un lungo lavoro articolato in percorsi psicologici e sociali, lavorativi e abitativi fatto insieme ai giovani e agli adulti vittime di maltrattamenti e abusi.  Il progetto “Oltre. Percorsi verso l’autonomia” è questo e verrà presentato il 10 ottobre nel corso del convegno “Oltre gli Orrori del Forteto”, dalle ore 9 presso l’Istituto degli Innocenti a Firenze. Il progetto, finanziato da ottobre 2015 dalla Regione Toscana, ha come capofila - da esito di avviso pubblico -  l’Associazione Artemisia, in collaborazione con la Società della Salute del Mugello, Formazione Co&So Network, Anci Toscana e Auser Abitare Solidale.

Il convegno, grazie al contributo dei tanti relatori, sarà un momento di confronto e di riflessione su una vicenda complessa e dolorosa, dopo anni di silenzio. Verranno presentati alcuni aspetti del lavoro svolto in questi due anni con le persone che hanno subito maltrattamenti dall’impatto traumatico particolarmente distruttivo perché avvenuto in un luogo che doveva essere protettivo, all’interno di un contesto istituzionale apprezzato e riconosciuto che ne ha ostacolato la rivelazione.

“I danni prodotti dal sistema Forteto hanno un altissimo livello di specificità - dichiarano Petra Filistrucchi e Patrizia Bucarelli  dell’Associazione Artemisia -  infatti un sistema perverso e tentacolare di regole, valori e significati ha creato un mondo parallelo, chiuso, che è stato capace di intrappolare i singoli in una solitudine irreversibile e di precludere ogni movimento di autonomia. Chi è uscito e chi esce ha dovuto, e deve, ripartire da lì, da una vita da costruire e ricostruire in mezzo alle macerie. Un punto cardine del lavoro nel progetto è rappresentato dalla convinzione che per intervenire a supporto di una persona vittima di simili gravissimi maltrattamenti istituzionali sia necessario lavorare su diversi piani, in diversi ambiti, coinvolgendo ed integrando le diverse professionalità espresse da tutti i partner, pubblici e privati, ed avere particolare cura e attenzione all’articolazione ed alla co-costruzione con i destinatari dei percorsi stessi”.

“Per la Regione Toscana - commenta Stefania Saccardi, Assessore al Welfare Regione Toscana - è fondamentale essere riusciti a promuovere un progetto finalizzato a coniugare gli obiettivi di aiuto e sostegno alle persone fuoriuscite dalla comunità del Forteto, con la necessità che ciò avvenisse agendo sulla consapevolezza e la responsabilità della comunità territoriale e regionale. Significativi risultati sono stati raggiunti grazie all'impegno dei soggetti attuatori del progetto Oltre ma molto lavoro resta da compiere – e la Regione sarà attenta e coinvolta nel sostenere questo percorso – per completare e dare continuità nel tempo, nell'esclusivo interesse delle persone seguite, agli sforzi compiuti in questi due anni”

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