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#Indifesa, la campagna per proteggere le bambine vittime di violenza

Alla vigilia della giornata mondiale delle bambine, Terre des Hommes lancia la campagna #indifesa. Centinaia di Comuni in Italia hanno aderito e si sono impegnati a tutelare in modo concreto i diritti delle bambine

10 ottobre 2017

- ROMA - Un selfie con un tocco di arancione per dire "no" alla violenza sulle bambine e sulle ragazze nel mondo. È la #Orangerevolution lanciata dall’associazione Terre des Hommes alla vigilia della giornata mondiale dedicata alle bambine. Questa mattina, alla presenza del presidente del Senato Piero Grasso, l’associazione ha presentato la sesta edizione del rapporto “Indifesa” sulla condizione dei minori nel mondo.

Centinaia di Comuni italiani hanno aderito al manifesto #indifesa per una città a misura delle bambine, impegnandosi a orientare le politiche di loro competenza verso una maggiore tutela dei diritti delle bambine e delle ragazze, promuovendo azioni efficaci per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto della violenza e degli stereotipi di genere, ma anche interventi concreti per sensibilizzare i propri cittadini, specie i più piccoli, su sexting, bullismo e cyberbullismo. Per rendere visibile questo impegno i Comuni aderenti esporranno uno striscione arancione, colore scelto da Terre des Hommes e dalle Nazioni Unite per dire no alla violenza di genere.

In Italia, Terre des Hommes ha realizzato varie indagini sul maltrattamento sui bambini, ha avviato un corso di perfezionamento sul Child Abuse e creato una rete di centri pediatrici d’eccellenza per la diagnosi precoci del maltrattamento. Con il progetto FARO, Terre des Hommes fornisce supporto psicologico e psicosociale anche alle minori che giungono in Sicilia senza famiglia.

Nel mondo Terre des Hommes è impegnata con progetti in Burkina Faso, Bangladesh, Giordania, e Mozambico in favore delle baby spose e in Costa d’Avorio per le baby mamme. In Libano e nel Kurdistan Iracheno siamo impegnati nel contrasto allo sfruttamento lavorativo delle bambine e bambini rifugiati. In Perù molte baby schiave domestiche hanno riavuto il diritto ad un’adeguata istruzione scolastica che le offra la prospettiva di un lavoro qualificato. Centinaia di ragazze vittime di sfruttamento e abusi, ospiti del Centro (Hogar) Yanapanakusun, hanno beneficiato di borse di studio per specializzarsi professionalmente.

Alla #OrangeRevolution possono partecipare tutti, postando l’11 ottobre sul proprio profilo Facebook, Twitter o Instagram un oggetto, uno slogan, una foto o un selfie dal colore arancione e usando gli hashtag #Indifesa #OrangeRevolution. Per contribuire direttamente, invece, alla protezione e all’istruzione di una bambina a rischio di matrimonio precoce, sfruttamento lavorativo o violenza, si può aderire al programma SonoIndifesa con una donazione di 11 euro al mese.

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