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Toscana, nuova legge su disabilità: nessun limite d’età per l’assistenza

Il consiglio regionale toscano dà il via libera alla legge sulla disabilità. Scaramelli (Pd): “La persona al centro”. Critiche dai consiglieri di Toscana a Sinistra

11 ottobre 2017

- FIRENZE – Il consiglio regionale toscano dà il via libera alla legge sulla disabilità. “E’ una legge – commenta il presidente della commissione Sanità Stefano Scaramelli (Pd) - che mette la persona al centro, che non pone limiti anagrafici e che guarda alla disabilità nel suo complesso. Una norma evoluta, in piena sintonia con la politica nazionale del Dopo di Noi e che ci rende eccellenza in Italia”.

“Sui disabili la Toscana – ha specificato Scaramelli - assicura ora progetti e servizi alla persona, cancellando, con una innovazione normativa, gli schemi legati all'età. I servizi non si interromperanno al compimento di 65 anni di età o non prenderanno avvio solo al compimento del diciottesimo anno. Anzi, la legge quadro tiene dentro principi cardine, ampliando i diritti e le politiche per le persone con disabilità. Tra queste la loro presa in carico da parte dei Comuni con anagrafe specifica, le politiche legate allo sport, all’inserimento lavorativo e all’accessibilità dei parchi giochi con l’eliminazione delle barriere”. “La legge quadro appena approvata introduce anche il diritto alla mobilità e – ha aggiunto Scaramelli- per la prima volta considera la complessiva sfera fisica e psichica della persona con disabilità”.

Critiche alla legge vengono invece mosse dai consiglieri di Toscana a Sinistra Paolo Sarti e Tommaso Fattori: “La proposta di legge sulle disabilità presentata dalla Giunta fallisce due obiettivi fondamentali: non semplifica una materia per la quale si contano più di 270 fonti normative diverse e non sancisce, come avrebbe dovuto, il diritto alla vita indipendente, continuando a parlare di ‘assistenza indiretta’. E’ stata annunciata come un grande passo in avanti ma si tratta un passo indietro rispetto al testo unico ipotizzato nel 2015 e alle tante giuste richieste delle associazioni delle persone con disabilità”. 

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