Terzo settore, sette giovani su dieci hanno grande fiducia

Il dato emerge dalla ricerca di Swg sulla conoscenza e sulla percezione del ruolo del non profit che sarà presentata domani e il 14 ottobre a Bertinoro in occasione della due giorni di Aiccon dedicata all’economia civile. Tra gli ospiti Stefano Zamagni, Michele Tiraboschi e Luigi Bobba

12 ottobre 2017

BERTINORO (Forlì) – Il 69% dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni credo che il Terzo settore svolga un ruolo fondamentale nel nostro Paese. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Swg per analizzare la conoscenza e la rilevanza del settore non profit e la percezione del nuovo ruolo dell’impresa sociale e delle nuove forme di economia collaborativa che sarà presentata alla diciassettesima edizione delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile promosse da Aiccon. “Si riscontra ancora una volta una grande fiducia da parte dei giovani, che sono la community più sensibile e attenta – ha detto Paolo Venturi, direttore di Aiccon – Un dato importante perché il Terzo settore non è solo il mondo in cui si fanno buone cose, ma è anche il luogo in cui si può fare impresa diversamente”. La due giorni – che vedrà rappresentanti del mondo accademico, dell’economia sociale e coopeativa italiana confrontarsi su riforma del Terzo settore, educazione all’imprenditorialità sociale, sviluppo di nuove economie locali coesive e impatto sociale – si terranno al Centro universitario di Bertinoro il 13 e 14 ottobre. 

“Con il passare degli anni le Giornate di Bertinoro diventano un appuntamento di sempre maggior rilievo non solo per la capacità che confermano ogni volta di saper anticipare i temi su cui si confronteranno nei mesi a seguire i diversi attori pubblici e privati del Terzo settore ma perché in tempi come quelli che stiamo vivendo, caratterizzati da un pensiero sempre più corto, continuano a rivelarsi un laboratorio fondamentale per l’elaborazione di un pensiero lungo in grado di innovare nel tempo i paradigmi stessi dello sviluppo e della socialità – ha detto Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei risparmi di Forlì – I risultati in controtendenza raccolti dalla cooperazione sociale rispetto alla crisi che perdura oramai da 10 anni testimoniano poi che i temi che ci accingiamo a dibattere non appartengono alla marginalità etica dell’economia ma alla sua centralità”. Questa edizione si svolge in un momento particolare per il non profit italiano: sono passati infatti solo due mesi dall’entata in vigore dei principali decreti di attuazione della riforma. Come cambiarà il ruolo del Terzo settore? Quali ulteriori spazi si prospetteranno in futuro? Sarà l’inizio di una nuova stagione del welfare italiano? Sono le domande a cui proveranno a rispondere gli ospiti delle Giornate di Bertinoro, tra cui l’economista Stefano Zamagni. “Il terzo settore del dopo-riforma non può esimersi dal porre in cima ai propri compiti la rigenerazione della comunità, lo sforzo costante di ‘fare luogo’ per creare quelle relazioni che scongiurano la minaccia dell’isolamento”, ha detto Zamagni. 

All’interno delle Giornate di Bertinoro ci sarà “GdB Off”, uno spazio rivolto a giovani universitari e ricercatori: sono oltre 50 quelli che parteciperanno ai laboratori e ascolteranno le testimonianze su imprenditorialità, innovazione sociale e rigenerazione urbana e culturale. La due giorni si aprirà il 13 ottobre con la sessione “Fare luogo. Il Terzo settore fra normatività sociale e legislativa” che vedrà la partecipazione, oltre a Zamagni e Venturi, di Michele Tiraboschi dell’Università di Modena e Reggi Emilia, Leonardo Becchetti dell’Università di Roma Tor Vergata, Maurizio Gardini, presidente di Alleanza cooperative italiane e Confcooperative, Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Nel pomeriggio è in programma la sessione “Conversazioni sulla riforma del Terzo settore” con Stefano Arduini di Vita, Antonio Fici dell’Università del Molise, Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, Mauro Lusetti, presidente Legacoop, Giovanni Moro, sociologo e responsabile scientifico di Fondaca – Fondazione per la cittadinanza attiva. Nel “GdB Lab” si parlerà di “Ridisegnare lo sviluppo. Educazione a nuove economie plurali” con Flaviano Zandonai di Iris Network, Damien Lanfrey del ministero dell’Istruzione, Annibale D’elia del Comune di Milano e Giovanni Teneggi, direttore Confcooperative Reggio Emilia. Nella sessione di chiusura del 14 ottobre i relatori si confronteranno sul tema “Ricombinare per rigenerare. Nuove geografie del valore per produrre impatto sociale”. (lp)

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