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Disabilità e partecipazione politica: in Europa un diritto solo sulla carta

Troppe ancora le barriere che impediscono ai cittadini con disabilità di molti paesi europei di esercitare il diritto al voto: dalle barriere architettoniche a quelle comunicative. Edf fa il punto della situazione. Il 7 dicembre sarà il tema del 4° Parlamento europeo delle persone con disabilità

13 ottobre 2017

ROMA – In Lituania, il 60% dei seggi elettorali non sono accessibili, ma anche quelli che dovrebbero esserlo, spesso di fatto non lo sono; in Germania, sono escluse dal voto circa 85 mila persone con disturbi mentali, intellettivi e psicosociali: in Ungheria, 48 mila persone hanno un tutore e non possono votare. In generale, in molti paesi europei le persone con disabilità vivono in istituto e non sono non hanno la possibilità di votare, ma non sanno neanche quando si andrà al voto. In poche pennellate, è questo il quadro del diritto al voto delle persone con disabilità in Europa, dipinto nei giorni scorsi in Estonia, durante la riunione del Consiglio dell'Edf. “Il diritto alla partecipazione politica e al voto sono il cuore della democrazia e della cittadinanza, e sono anche diritti iscritti nella Convenzione Onu sulla disabilità – riferisce Edf – che l'Unione europea e gli Stati membri hanno ratificato, obbligandosi così a rendere effettivi questi diritti per tutti i cittadini con disabilità. Eppure – denuncia Edf – a milioni di persone con disabilità in Europa non è permesso di esercitare questo fondamentale diritto. Le donne con disabilità, le persone disabili che vivono in istituto e le persone con disabilità meno visibili, come quelle intellettive e psicosociali, corrono un rischio ancora maggiore di essere esclusi da questa possibilità”. 

BOX Durante l'incontro in Lettonia, i membri dell'Edf si sono scambiati esperienze e conoscenze sulla situazione del diritto al voto nei rispettivi paesi. Ne è emerso, in sintesi, che per quanto il diritto al voto sia riconosciuto alle persone con disabilità, di fatto la mancanza di accessibilità rende impossibile esercitarlo: può trattarsi di seggi elettorali con barriere architettoniche, o di mancata traduzione delle informazioni e dei documenti in linguaggi accessibili come il Braille, o la Lis, o il linguaggio facile da leggere. I rappresentanti del Portogallo, per esempio, hanno denunciato la mancanza di informazioni in linguaggi comprensibili anche a chi ha una disabilità intellettiva: mentre i delegati ungheresi hanno riferito che spesso i seggi accessibili si trovano molto lontano dai luoghi di residenza di chi ne avrebbe bisogno.

Il Comitato dell'Onu che vigila sul lavoro svolto dall'Unione europea e dai suoi stati membri per attuare la Convenzione, ha ripetutamente puntato il dito contro le violazioni dei diritti di partecipazione politica e di voto per le persone con disabilità nella maggior parte dei Paesi europei . Ora, in vista delle prossime elezioni europee del 2019, Edf si impegnerà in una campagna dedicata proprio a questo tema: “facciamo appello al Parlamento europeo e a tutti i governi, affinché rivedano le loro leggi e procedure, così da assicurare a tutte le persone con disabilità l'esercizio del proprio diritto al voto, al pari degli altri cittadini”. 

Per realizzare un'azione più efficace, Edf sta lavorando in sinergia con l'Eesc (European Economic and Social Committee), fornendo gli elementi per un report che il Comitato sta preparando, in cui sarà descritta e dettagliata la reale condizione del diritto al voto in Europa. Il rapporto dovrebbe essere concluso entro l'inizio del 2018. Sempre al tema del diritto al voto e della partecipazione politica, sarà dedicato il 4° Parlamento europeo delle persone con disabilità (Eppd), che si terrà il 6 dicembre prossimo a Bruxelles, organizzato da Edf e dal Parlamento europeo, a cui parteciperanno centinaia di delegati delle organizzazioni per la disabilità in tutta Europa, insieme a membri delle istituzioni europee. (cl)

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Tag: europa, diritto al voto, Edf, Voto, Onu

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