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Ragazze vittime della tratta, "servono tutori volontari e comunità ad hoc"

Oggi a Palermo un convegno per la Giornata Europea contro la tratta organizzato dall'associazione Donne di Benin City. La presidente Osas Egbon: "Il problema non è la prostituzione ma la lotta ai trafficanti". Il vicequestore Rosaria Maida: "Serve la collaborazione di tutti"

14 ottobre 2017

PALERMO - Quindici ragazze, alcune minorenni, sono state aiutate nell'ultimo periodo dall'associazione Donne di Benin City anche all'interno delle comunità di accoglienza per migranti dove si trovano. Un servizio non facile perché il lavoro da fare per limitare la piaga delle donne costrette a vendere il loro corpo in strada è ancora tantissimo. Un confronto - per capire quali strade intraprendere a più livelli - si è svolto questa mattina nella chiesa di San Giovanni Decollato di Palermo per la Giornata Europea contro la Tratta. All'evento, organizzato dall'associazione Donne di Benin City Palermo con il supporto di Cgil, Centro Pio La Torre e Cesvop sono intervenuti, tra gli altri, il vicequestore Rosaria Maida, il presidente del tribunale dei minori Francesco Micela e l'assessore Giuseppe Mattina. 

BOX "La globalizzazione, se da una parte ha liberato il commercio delle merci - afferma Vito Lo Monaco presidente del centro Pio La Torre - oggi ci mette di fronte al grave problema del traffico di esseri umani sfruttati. Per arginare il fenomeno dobbiamo formare e sensibilizzare tutta la società civile in modo che si prenda consapevolezza del problema e si capisca come si deve combattere. Se alcuni passi avanti sono stati fatti, molto resta ancora da fare". "Da sole non possiamo intervenire per aiutare le ragazze - sottolinea Osas Egbon, presidente dell'associazione Donne di Benin City Palermo, mamma di tre bambini - ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Il problema principale oggi è quello delle ragazze-bambine che si trovano dopo gli sbarchi dentro i centri di accoglienza. Dobbiamo evitare il più possibile che scappino dai centri e vadano dalle mamam perché poi aiutarle diventa ancora più difficile. L'80% delle ragazze ha dai 13 ai 17 anni. E' difficile aiutarle sulla strada perché sono controllate dalle mamam mentre andando nei centri e attraverso il nostro sportello possiamo iniziare un lavoro delicato per farle uscire dalla tratta. Ricordiamoci che il problema non è la prostituzione ma la lotta ai trafficanti per evitare tutto questo". Da parte dell'amministrazione comunale c'è la disponibilità a mettersi attorno ad un tavolo per capire come attivarsi concretamente anche a livello progettuale. 

"Accoglienza e mobilità sono due aspetti importantissimi - spiega l'assessore Giuseppe Mattina - in cui crediamo moltissimo quando parliamo di diritti della persona migrante. In questo momento non è un problema di risorse economiche ma soprattutto di programmazione reale su come intervenire per azioni concrete che diano risposte vere al problema. Per questo chiedo a tutte le realtà che si occupano di antitratta di costruire un percorso insieme. L'accoglienza deve creare opportunità a chi è in stato di fragilità senza fare nessuna guerra tra poveri".

Le indagini per lottare contro i trafficanti richiedono anche la collaborazione delle vittime. "Il fenomeno - ha detto nel suo intervento il vicequestore Rosaria Maida - richiede sicuramente la collaborazione di tutti. La prima cosa da fare è riuscire attraverso l'aiuto anche delle associazioni a fare acquisire a queste giovani vittime quella fiducia necessaria che permette a noi di aiutarle. Rispetto a qualche anno fa sono avvenuti dei cambiamenti e tante sono le indagini sul tema. Occorre però cercare di fare ancora il massimo ma per questo c'è bisogno di un lavoro capillare". 

Tra le strade da percorrere c'è anche quella di favorire il sostegno di queste ragazze promuovendo la figura dei tutori volontari ma anche creando comunità specifiche per l'accoglienza delle vittime. Tre donne dell'associazione Donne di Benin City stanno facendo la formazione specifica per diventare tutrici volontarie. 52 sono i tutori volontari per minori stranieri a Palermo a cui secondo l'ultimo bando si sono aggiunte altre 29 persone. Le figure del tutore volontario come quelle delle famiglie affidatarie e di appoggio sono altre forme di aiuto da promuovere.

"Se durante le operazioni di sbarco dei migranti al porto - sottolinea Francesco Micela presidente del tribunale dei minori di Palermo - ci troviamo di fronte a operatori che hanno una preparazione specifica sul tema, il problema reale è soprattutto nella fase successiva quando queste ragazze si trovano dentro le comunità di accoglienza. Attualmente ancora per la Sicilia occidentale secondo quanto prevede il piano nazionale antitratta mancano le comunità di accoglienza specifica per le vittime".

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L'associazione di volontariato Donne di Benin City Palermo è nata nel 2015 e si impegna ad aiutare giovanissime ragazze vittime di tratta attraverso un gruppo di auto-mutuo-aiuto e uno sportello. L'associazione di Palermo lavora in rete nazionale con "La ragazza di Benin City " di Isoke Aikpitanyi. (set) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Tratta

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