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Riforma del terzo settore, la "fase nuova" delle cooperative sociali

L’analisi della vicepresidente vicaria di Legacoopsociali Eleonora Vanni alla vigilia delle assemblee regionali che porteranno al Congresso nazionale. “In alcune realtà le cooperative sociali sono i soggetti imprenditoriali a più alto tasso di occupazione”. Si parte il 17 ottobre dalla Basilicata

17 ottobre 2017

- BOLOGNA - “Le cooperative sociali si trovano di fronte a una fase nuova: per un verso sollecitate da anni di crisi, contenimento delle risorse, riduzione della risposta pubblica ai bisogni e dall’emergere di nuovi e più articolati bisogni e contemporaneamente messe di fronte alla rilevanza economica di welfare e Terzo settore”. Eleonora Vanni, vicepresidente vicaria di Legacoopsociali, analizza la situazione della cooperazione sociale in vista delle assemblee regionali congressuali che si terranno dal 17 ottobre al 7 novembre. Tra i temi che saranno affrontati negli incontri regionali: da un lato il mercato e l’attività economica in relazione alle risorse organizzative e alla risposta a nuovi bisogni, dall’altro il cambiamento culturale dei cittadini fruitori in termini di partecipazione e cittadinanza attiva. E poi c’è il tema della distintività, della biodiversità delle cooperative sociali all’interno dei soggetti del Terzo settore.

“Le cooperative sociali sono agenti di sviluppo della comunità, in alcune realtà sono i soggetti imprenditoriali con il più alto tasso di occupazione – continua Vanni – Con la riforma del Terzo settore c’è stato un allargamento ad altri soggetti: noi siamo favorevoli alla contaminazione sociale, ma è necessario capire quale può essere il valore aggiunto della cooperazione sociale in questo scenario, anche in termini di nuove partnership”.

Le assemblee regionali porteranno Legacoopsociali al quarto Congresso nazionale, dal titolo “Gli altri, il nuovo e il domani: la cooperazione sociale”, appuntamento importante che “andrà a costruire il cantiere lavoro per i prossimi quattro anni che hanno nella Riforma del Terzo settore la nuova cornice in cui la cooperazione sociale dovrà sapersi misurare e innovare”. Obiettivo è raccogliere le riflessioni dei territori sul documento congressuale che contiene il resoconto degli ultimi quattro anni e alcuni elementi di prospettiva, tenendo conto dei bisogni delle realtà stesse, “il documento viene declinato in modo diverso nei vari territori, i cui contesti possono essere anche molto differenziati”. Tutte le assemblee avranno poi un momento di approfondimento della riforma del Terzo settore: sia attraverso interventi tecnici che con momenti di commento e interpretazione sulle ricadute di prospettiva in relazione alle esperienze territoriali. 

Si parte il 17 ottobre in Basilicata, seguono le assemblee in Lombardia (18 ottobre), Campania (19 ottobre), Lazio (20 ottobre), Emilia-Romagna (23 ottobre), Veneto (24 ottobre), Marche (25 ottobre), Calabria e Molise (26 ottobre), Piemonte (27 ottobre), Friuli Venezia Giulia (30 ottobre), Toscana, Umbria e Liguria (6 novembre), Sicilia (7 novembre). Tutti gli incontri saranno raccontati sul quotidiano on line www.nelpaese.it. (lp)

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